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Prepara lo zaino per la montagna, non per il rifugio, e tienilo leggero. Ti servono l’attrezzatura da cammino (scarponi, uno zaino da 30-40 litri, i bastoncini), tre strati di abbigliamento più giacca e sovrapantaloni impermeabili, un sacco lenzuolo, ciabatte da rifugio, un piccolo kit per lavarti, tappi per le orecchie e una mascherina per la camerata, documenti e contanti. Il rifugio ti dà un tetto e i pasti: niente tenda, niente fornellino e niente cibo, a parte gli snack.
Di solito no: serve un sacco lenzuolo, cioè un sacco sottile da usare sotto le coperte del rifugio. Il regolamento delle strutture ricettive del Club Alpino Italiano rende obbligatorio il sacco lenzuolo, e se non lo hai puoi chiederlo al gestore. Il sacco a pelo vero e proprio serve solo se dormirai in bivacchi o locali invernali non custoditi, se pensi di campeggiare lungo il percorso o se la struttura ti dice che non fornisce coperte.
Scegli una cuccetta lontana dalla porta, prepara lo zaino la sera prima così non devi frugare al buio e porta tappi per le orecchie e una mascherina. I tappi attenuano il russare e il fruscio di chi parte presto, la mascherina tiene fuori le frontali e la prima luce dalla finestra. Nei rifugi la notte si rispettano il riposo altrui e gli orari del gestore, quindi il rumore arriva soprattutto da chi dorme, non da chi chiacchiera.
Sì, nella maggior parte dei trekking tra rifugi ne vale la pena. Ogni giorno si sale a un passo e si scende dall’altra parte, e due bastoncini ti danno punti d’appoggio in più, più equilibrio e un passo più costante con lo zaino carico. I bastoncini pieghevoli, che si chiudono a 37 cm, stanno comodi sul fianco dello zaino nei tratti facili e rientrano nelle dimensioni del bagaglio a mano se prendi l’aereo; controlla le regole della compagnia aerea e dei controlli di sicurezza.
Il trekking da rifugio a rifugio è il modo più comodo per passare una settimana in montagna. Cammini da un rifugio al successivo, la sera ti siedi davanti a una cena calda preparata da altri e dormi sotto un tetto, quindi nello zaino non c’è niente da campeggio. Quello che c’è, però, deve lavorare sodo: l’attrezzatura per una lunga giornata sul sentiero, gli strati per un tempo che cambia di ora in ora e qualche piccola cosa che rende molto più facile una notte in camerata. Vale per le Alte Vie delle Dolomiti come per un giro ad anello tra i rifugi delle Alpi o dell’Appennino.
Questa lista copre tutto: bastoncini e attrezzatura da cammino, abbigliamento, sonno in rifugio, documenti e soldi, e cosa fare se il viaggio comincia in aereo. Se è il tuo primo trekking di più giorni, la nostra guida sulla differenza tra trekking ed escursionismo spiega cosa cambia quando un’escursione di un giorno diventa un trekking.
La lista per il trekking da rifugio a rifugio in sintesi
Usa la tabella come checklist quando stendi l’attrezzatura sul pavimento. Le sezioni qui sotto spiegano le scelte dietro ogni riga.
| Categoria | Cosa portare | Perché serve |
|---|---|---|
| Attrezzatura da cammino | Scarponi già rodati | Scarponi nuovi e lunghe giornate su terreno accidentato non vanno d’accordo |
| Attrezzatura da cammino | Zaino da circa 30-40 litri, con sacca impermeabile interna | Abbastanza grande per una settimana in rifugio, abbastanza piccolo da restare comodo; la sacca tiene asciutti i vestiti |
| Attrezzatura da cammino | Un paio di bastoncini da trekking | Equilibrio e passo costante nelle salite e discese di ogni giorno |
| Attrezzatura da cammino | Cartina, bussola, telefono con mappe offline, power bank | Sui percorsi frequentati la segnaletica è buona, ma le nuvole arrivano in fretta |
| Attrezzatura da cammino | Frontale, borraccia, crema solare, occhiali da sole, piccolo kit di pronto soccorso | Partenze all’alba, giornate lunghe e sole forte in quota |
| Abbigliamento | Strato base traspirante, pile o giacca isolante leggera | Caldo quando ti fermi, leggero quando sali |
| Abbigliamento | Giacca e sovrapantaloni impermeabili | In montagna il tempo può cambiare nel giro di un pomeriggio |
| Abbigliamento | Berretto, guanti, due o tre paia di calze da trekking | Sui passi fa freddo anche d’estate; calze asciutte ogni giorno |
| Sonno in rifugio | Sacco lenzuolo | Obbligatorio nei rifugi del CAI; per gli altri rifugi chiedi al gestore |
| Sonno in rifugio | Tappi per le orecchie e mascherina | Russare, partenze all’alba e frontali accese in camerata |
| Sonno in rifugio | Ciabatte o sandali leggeri, asciugamano da viaggio, piccolo kit per lavarsi | Gli scarponi restano all’ingresso; i servizi sono essenziali |
| Documenti e soldi | Carta d’identità o passaporto, tessera sanitaria (TEAM), assicurazione, prenotazioni | Viaggi oltre confine, assistenza sanitaria e conferma dei posti letto |
| Documenti e soldi | Contanti a sufficienza, più una carta | Non tutti i rifugi accettano pagamenti con carta |
Bastoncini e attrezzatura da cammino
Una tipica tappa tra rifugi sale a una forcella la mattina e scende al rifugio successivo nel pomeriggio, giorno dopo giorno. Due bastoncini ti danno quattro punti d’appoggio su ghiaioni, guadi e discese lunghe: aiutano l’equilibrio e mantengono il ritmo costante quando le gambe sono stanche. In discesa sono anche più delicati sulle articolazioni, perché le braccia accompagnano ogni passo. Se stai ancora scegliendo un paio, la guida su come scegliere i bastoncini da trekking riassume le basi, e la nostra guida sulla lunghezza giusta dei bastoncini da trekking spiega come regolarli prima di partire.
In un trekking l’ingombro conta, perché i bastoncini passano i tratti facili, le serate in rifugio e i giorni di viaggio legati allo zaino. L’Expedition Pro pieghevole da 37 cm pesa 297 g a bastoncino, si regola da 115 a 135 cm e ha impugnature in sughero ed EVA, un puntale da trekking, un tappo da camminata e una rotella da neve per i nevai di inizio stagione. Il 3K Carbon Extreme+ si chiude agli stessi 37 cm e pesa 199 g a bastoncino. L’Alpine Explorer telescopico misura 65 cm da chiuso, quindi è adatto a uno zaino grande o a una valigia. Il nostro confronto tra bastoncini pieghevoli e telescopici mette a confronto vantaggi e compromessi.
Per il resto dell’attrezzatura, porta scarponi con cui hai già camminato e valuta delle solette per scarponi se nelle giornate lunghe i piedi si stancano. Per la maggior parte dei trekking estivi tra rifugi basta uno zaino da 30-40 litri, perché non porti tenda, fornellino né cibo, a parte il pranzo al sacco e gli snack. Foderalo con una sacca impermeabile. La frontale non è facoltativa: ti servirà per le partenze all’alba e per trovare la tua cuccetta senza svegliare tutta la stanza.
Abbigliamento a strati per la montagna
Il segreto è coprire tutte le condizioni meteo con il minor numero di capi possibile. Ragiona in tre strati: uno strato base traspirante a contatto con la pelle, un pile o una giacca isolante leggera per le soste e le serate, e sopra una giacca impermeabile con i sovrapantaloni. Su un passo freddo li indossi tutti e tre; in un fondovalle caldo ne basta uno.
Aggiungi un berretto caldo e guanti sottili anche a luglio, perché in cima a un passo a 2.500 m può sembrare un’altra stagione. Con due o tre paia di calze da trekking ne indossi uno, ne fai asciugare uno e ne tieni uno di scorta. Per la sera, un cambio leggero e asciutto da indossare in rifugio merita il suo spazio nello zaino. Quasi tutti lavano qualcosa nel lavandino e lo stendono per la notte invece di portare un cambio pulito per ogni giorno.
Dormire in rifugio: sacco lenzuolo o sacco a pelo, rumore e luce all’alba
È la parte della lista che chi va in rifugio per la prima volta sbaglia più spesso. Nei rifugi si dorme in camere con letti a castello o in camerate condivise, a volte su lunghi tavolati con una fila di materassi uno accanto all’altro. La biancheria è spartana e il rifugio è pieno di persone che si alzeranno tutte prima dell’alba.
Sacco lenzuolo o sacco a pelo? Nei rifugi del CAI la risposta è il sacco lenzuolo. Il regolamento delle strutture ricettive del CAI è chiaro: l’ospite usa obbligatoriamente il sacco lenzuolo e, se non ce l’ha, può chiederlo al gestore. Un sacco lenzuolo in seta o cotone pesa pochissimo e arrotolato occupa lo spazio di una lattina. Un sacco a pelo vero e proprio conviene solo se il percorso prevede bivacchi o locali invernali non custoditi, se pensi di campeggiare qualche notte o se il rifugio ti dice che non fornisce coperte. Per quelle notti, un sacco a pelo per notti in rifugio e in campeggio è la scelta più sicura.
Il rumore in camerata. Lo stesso regolamento chiede di rispettare il riposo altrui, di attenersi agli orari indicati dal gestore e di fare silenzio durante gli arrivi e le partenze notturne. Le regole tengono basse le chiacchiere, ma non il russare, le cerniere o il cigolio della cuccetta quando qualcuno scende alle 4:30 per andare in vetta. Metti nello zaino dei tappi per le orecchie per le camerate rumorose. I tappi Bollsen Life+ sono in silicone ipoallergenico, con una forma bassa che resta a filo dell’orecchio, così puoi dormire sul fianco anche su un cuscino sottile. Hanno un’attenuazione media di 24 dB (SNR) e non isolano del tutto, quindi una sveglia forte si sente comunque. Arrivano in un piccolo astuccio di alluminio con portachiavi da agganciare all’esterno dello zaino. Se hai il sonno leggero, prova anche a scegliere un letto lontano dalla porta e a preparare tutto la sera prima.
La luce all’alba. Le frontali si accendono molto prima del sorgere del sole, e d’estate la luce entra presto dalle finestre senza tende. Porta una mascherina in seta contro le luci dell’alba in camerata. La Deep Sleep Mask di Bollsen è una mascherina piatta in seta di gelso al 100%. Ti dà il buio totale, il cinturino regolabile in velcro la tiene ferma e si piega in poco spazio per il viaggio. A casa puoi lavarla a 30 °C.
Ultime due cose per la notte: ciabatte da rifugio o sandali leggeri, perché il regolamento del CAI non permette di tenere gli scarponi all’interno dei locali, e un piccolo asciugamano da viaggio con un kit essenziale per lavarti. Alcuni rifugi hanno la doccia calda, molti no.
Documenti e soldi
Tieni tutti i documenti in una busta impermeabile nella parte alta dello zaino.
- Carta d’identità o passaporto: molti percorsi tra rifugi passano il confine con l’Austria, la Svizzera o la Francia. Secondo la pagina La tua Europa sui documenti di viaggio, i cittadini dell’UE viaggiano con una carta d’identità o un passaporto in corso di validità il giorno del viaggio. Controlla che il tuo documento sia valido per l’espatrio.
- Tessera sanitaria (TEAM) e assicurazione: la pagina La tua Europa sulla tessera europea di assicurazione malattia spiega che la TEAM dà accesso alle cure necessarie nel sistema sanitario pubblico di un altro paese dell’UE, ma non copre le operazioni di soccorso né il rimpatrio. Per questo conviene un’assicurazione che copra le attività in montagna, il soccorso e l’elicottero, fino alla quota che pensi di raggiungere.
- Prenotazioni: tieni le conferme sul telefono e su carta. Il regolamento del CAI raccomanda la prenotazione a tutti e permette al gestore di chiedere una caparra, che puoi recuperare se disdici entro le 18 del terzo giorno prima dell’arrivo, salvo accordi diversi. Senza notizie da parte tua, il posto è garantito fino alle 18 del giorno di arrivo: se i tuoi piani cambiano, avvisa subito il rifugio.
- Contanti: non dare per scontato il pagamento con la carta. Chiedi al rifugio quando prenoti e porta comunque abbastanza contanti per ogni notte, più una carta per le valli.
- Tessera del CAI o di un altro club alpino: se sei socio, portala. Secondo il tariffario rifugi del CAI, nei rifugi del CAI i soci e i soci delle associazioni con accordi di reciprocità pagano tariffe ridotte.
Un’altra buona abitudine: porta un sacchetto per i rifiuti. Il regolamento del CAI vieta di abbandonare rifiuti dentro e fuori dal rifugio, quindi quello che porti su lo riporti a valle.
Se il viaggio comincia in aereo
Molti trekking tra rifugi si raggiungono in treno o in auto, ma se per il tuo giro prendi l’aereo, i bastoncini sono l’oggetto che richiede un piano. Se possano viaggiare in cabina lo decidono i controlli di sicurezza e la compagnia aerea, quindi prima di fare lo zaino leggi l’elenco degli articoli vietati in cabina dell’ENAC e le regole sul bagaglio della tua compagnia. La nostra guida su come viaggiare in aereo con i bastoncini da trekking spiega le opzioni nel dettaglio.
I bastoncini pieghevoli semplificano le cose. Con 37 cm da chiusi, l’Expedition Pro e il 3K Carbon Extreme+ rientrano nelle dimensioni del bagaglio a mano e scivolano nel fianco di uno zaino o di una valigia; controlla le regole della compagnia aerea e dei controlli di sicurezza. Se imbarchi lo zaino in stiva, mettilo dentro una grande sacca o un borsone, così spallacci e bastoncini non si impigliano nei nastri trasportatori. Tieni tappi, mascherina e sacco lenzuolo nel bagaglio a mano: sono utili su un volo all’alba o su un treno notturno quanto in rifugio.
Buona parte di questa lista vale anche per altri trekking di più giorni, come i bastoncini da trekking sul Kilimanjaro, anche se lì si dorme in modo diverso. La nostra guida sui bastoncini sul Cammino di Santiago racconta invece un pellegrinaggio con le camerate degli ostelli.
Qualunque cosa porti, provala in una lunga uscita prima del viaggio, con i bastoncini alla lunghezza giusta e lo zaino carico. Ogni prodotto Bollsen ha una garanzia soddisfatti o rimborsati di 40 giorni, così hai il tempo di provare bastoncini, tappi e mascherina nelle uscite di allenamento prima di partire per i rifugi.
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