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In questa pagina: Panoramica
Punti chiave
Soprattutto la durata e l’autonomia. Un’escursione di solito occupa una giornata su sentieri o in montagna e la sera dormi a casa o sempre nello stesso posto. Un trekking è un viaggio a piedi di più giorni, spesso in ambiente remoto o di montagna, in cui ti sposti di rifugio in rifugio, in tenda o di locanda in locanda e porti con te più cose. Non esiste un confine ufficiale: i due termini si sovrappongono.
Sono i livelli di difficoltà escursionistica del Club Alpino Italiano. T (turistico) indica carrarecce, mulattiere e sentieri evidenti con pendenze modeste. E (escursionistico) copre la maggior parte dei sentieri, anche con tratti ripidi. EE (escursionisti esperti) indica terreno impervio o infido, a volte esposto. EEA riguarda le vie ferrate, con imbragatura, kit da ferrata e casco.
No, in un’escursione di un giorno sono facoltativi. Molti escursionisti li usano per avere più stabilità ed equilibrio sui terreni irregolari, un passo più costante in salita e più comfort nelle discese lunghe. In un trekking di più giorni, con uno zaino più pesante, diventano utili più spesso, e i bastoncini che si ripiegano in poco spazio sono più facili da riporre e da portare in viaggio.
Tutto ciò che serve per un’escursione, più quello che ti fa passare la notte e affrontare il giorno dopo: uno zaino più capiente, il necessario per dormire (un sacco lenzuolo per i rifugi oppure tenda, sacco a pelo e fornellino in campeggio), cambi di vestiti, un modo per ricaricare il telefono, un piano per acqua e cibo e bastoncini che si ripiegano in poco spazio per il viaggio.
Passeggiata, escursione, trekking, giro in autonomia con la tenda: in Italia usiamo tutte queste parole, e spesso per la stessa uscita. Anzi, nel linguaggio di tutti i giorni “fare trekking” vuol dire quasi sempre camminare in montagna, anche solo per una mattina. Le etichette contano meno di quello che dicono sul viaggio. Quanto tempo stai fuori, dove dormi e quanto porti sulle spalle? Sono queste tre domande a decidere l’attrezzatura, compreso se portare i bastoncini da trekking e quale tipo scegliere.
Questa guida spiega come si usano questi termini in Italia, li mette a confronto in un’unica tabella e mostra in quali punti cambia la lista dell’attrezzatura quando un’escursione di un giorno diventa un trekking.
Passeggiata, escursione e trekking: come si usano questi termini in Italia?
La passeggiata è la camminata per il piacere di camminare: un giro su strade di campagna, un anello nel bosco, un tratto di lungomare. Non serve un’attrezzatura particolare, solo scarpe comode e qualcosa da bere.
L’escursionismo è il termine classico per camminare su sentieri, colline e montagne. Per capire quanto è impegnativo un percorso, in Italia si usa la scala del Club Alpino Italiano. Secondo i livelli di difficoltà CAI, un sentiero T (turistico) si svolge su “carrarecce, mulattiere o evidenti sentieri che non pongono incertezze o problemi di orientamento”, un sentiero E (escursionistico) rappresenta “la maggior parte degli itinerari escursionistici” e può presentare tratti ripidi, mentre un percorso EE (escursionisti esperti) attraversa terreno “impervio e/o infido”, con possibili tratti esposti. Un’escursione può essere di qualsiasi livello: una facile salita su un crinale dell’Appennino come una lunga giornata in quota sulle Dolomiti.
Il trekking, nel senso stretto, aggiunge giorni. È un itinerario di più tappe, di solito in ambiente remoto o di montagna, che collega rifugi, bivacchi, agriturismi o campeggi. Le Alte Vie delle Dolomiti, il Tour del Monte Bianco, il Cammino di Santiago e la via per il campo base dell’Everest sono trekking; una giornata in Dolomiti resta un’escursione, per quanto dura possa sembrare. Il grande trekking che attraversa la penisola è il Sentiero Italia CAI, che parte da Santa Teresa Gallura, in Sardegna, arriva a Muggia, in provincia di Trieste, e unisce tutte le regioni attraversando Alpi e Appennini.
Il trekking in autonomia (quello che in inglese si chiama backpacking) è un trekking in cui porti tutto: tenda, sacco a pelo, fornellino e cibo. In Italia le regole sul campeggio libero cambiano da regione a regione e nei parchi, quindi informati prima di partire su dove puoi montare la tenda.
Escursionismo e trekking a confronto
Sono usi tipici, non regole rigide. Molti escursionisti scambierebbero due di queste etichette e avrebbero comunque ragione.
| Tipo | Durata tipica | Terreno tipico | Pernottamento | Attrezzatura |
|---|---|---|---|---|
| Passeggiata | Da un’ora a una giornata | Strade di campagna, parchi, costa, boschi | No | Leggera: scarpe comode, uno strato in più, acqua |
| Escursione (T / E) | Da qualche ora a una giornata | Mulattiere, sentieri di collina e di montagna | Di solito no | Zaino da giornata con cibo, acqua, strati e orientamento |
| Escursione impegnativa (EE) | Da mezza giornata a una giornata intera | Terreno impervio, detriti, pendii ripidi, tratti esposti | Di solito no | Zaino da giornata, giacca impermeabile, strati caldi, mappa e orientamento |
| Trekking | Da qualche giorno a settimane | Itinerari remoti o di montagna, da rifugio a rifugio o da paese a paese | Sì, in rifugi, bivacchi, agriturismi o tenda | Zaino più grande, kit per la notte, ricambi, attrezzatura facile da trasportare |
| Trekking in autonomia | Due giorni o più | Itinerari lunghi, ambiente selvaggio | Sì, di solito in tenda | La più pesante: tenda, sacco a pelo, fornellino, cibo per tutto il percorso |
La differenza cambia l’attrezzatura?
Per un’escursione di un giorno l’essenziale è lo stesso, comunque la chiami: uno zaino comodo, una mappa e il telefono con un’app di cartografia, cibo, acqua, calzature adatte, una giacca impermeabile e qualche strato di abbigliamento. Il CAI stesso, già per i sentieri T, chiede “adeguato abbigliamento e calzature adatte”, e per i sentieri E “idoneo equipaggiamento con particolare riguardo alle calzature”. Il Soccorso Alpino, nella sua pagina sull’escursionismo in sicurezza, ricorda di valutare con attenzione le condizioni del terreno e di “osservare e prevenire le variazioni del tempo”, anche sui sentieri apparentemente banali. Un buon impermeabile e uno strato caldo in più servono proprio a questo: se ti bagni, ti raffreddi in fretta.
Un trekking cambia i conti. Non puoi tornare a casa ad asciugarti, cambiare le calze o ricaricare il telefono, quindi lo zaino cresce: un sacco lenzuolo o il kit completo per dormire, strati e calze di ricambio, un power bank, il necessario per lavarsi e abbastanza cibo e acqua per arrivare alla tappa successiva. Peso e ingombro iniziano a contare per ogni oggetto, perché li porti tutto il giorno, ogni giorno, e spesso anche su treni, autobus e aerei per raggiungere la partenza.
Servono i bastoncini da trekking per un’escursione?
Non per ogni uscita. Anche la raccomandazione della commissione medica UIAA sull’uso dei bastoncini ricorda che non sono necessari in ogni situazione e che vantaggi e svantaggi vanno valutati caso per caso. Su una ciclabile in piano restano in macchina. Su terreno ripido, accidentato o scivoloso, invece, molti escursionisti trovano che due bastoncini diano stabilità ed equilibrio, aiutino a tenere un ritmo costante in salita e rendano le discese lunghe più confortevoli e più delicate sulle articolazioni. Se stai ancora decidendo, il nostro articolo sull’utilità dei bastoncini da trekking mette sul piatto pro e contro, e la nostra guida su come usare i bastoncini da trekking spiega impugnatura, laccioli e tecnica.
Per le escursioni di un giorno un bastoncino telescopico è semplice e veloce da regolare. L’Alpine Explorer per le escursioni di un giorno è in alluminio, pesa 247 g a bastoncino, si regola da 95 a 135 cm ed è adatto a chi è alto da 1,40 a 2 m. Chiuso misura 65 cm: va bene nel bagagliaio o fissato a uno zaino da giornata, e ha in dotazione un puntale da trekking e un tappo da camminata per i fondi duri.
Quali bastoncini per un trekking di più giorni?
In un trekking il dettaglio che cambia di più è l’ingombro da chiusi. I bastoncini pieghevoli si smontano in sezioni come i paletti di una tenda, quindi entrano nello zaino o in valigia invece di sporgere. I nostri due bastoncini da trekking pieghevoli, l’Expedition Pro (alluminio 7075, 297 g, impugnature in sughero ed EVA) e il 3K Carbon Extreme+ (carbonio 3K, 199 g), si ripiegano entrambi a 37 cm, si regolano da 115 a 135 cm e sono adatti a chi è alto da 1,60 a 2 m. Ciascuno ha in dotazione un puntale da trekking, un tappo da camminata e una rotella da neve, utile se il tuo itinerario attraversa nevai a inizio estate.
Con 37 cm da chiusi rientrano nelle dimensioni di un bagaglio a mano, ma questa è una misura, non un permesso: prima di volare controlla le regole della compagnia aerea e dei controlli di sicurezza in aeroporto, a partire dall’elenco ENAC degli articoli vietati in cabina. La nostra guida su come viaggiare in aereo con i bastoncini da trekking spiega le regole e come imballarli, e il confronto tra bastoncini pieghevoli e telescopici completa il quadro. Per tipo, materiale, lunghezza e impugnature in un unico posto, leggi come scegliere i bastoncini da trekking.
Stai preparando il tuo primo trekking?
Parti da ciò che già conosci dalle escursioni di un giorno e aggiungi solo ciò che le notti richiedono. Prova lo zaino completo, bastoncini compresi, in una lunga escursione vicino a casa prima di partire, e regola i bastoncini alla lunghezza giusta prima in piano; la nostra guida sulla lunghezza giusta dei bastoncini da trekking spiega come fare. Se dormirai in rifugio, informati per tempo sul sistema dei rifugi e bivacchi del CAI. Quando sei pronto a fare lo zaino, la nostra lista dell’attrezzatura per il trekking da rifugio a rifugio passa in rassegna il materiale voce per voce.
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