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In questa pagina: Panoramica
Punti chiave
I dati su rumore, udito e acufene sono facili da trovare e difficili da verificare. Una pagina cita una cifra, un’altra ne ripete una più vecchia, e il numero che compare più in alto spesso risale a un sondaggio che nessuno riesce a ritrovare. Per questo abbiamo costruito questa pagina: raccoglie i numeri dell’OMS, dell’Unione europea e di alcuni studi internazionali, ciascuno con anno, autore e, quando c’è, dimensione del campione.
Per una panoramica completa, leggi la nostra pagina sui tappi per l’acufene e sulla protezione dell’udito nei posti rumorosi.
In Bollsen produciamo protezioni per l’udito riutilizzabili, testate in Germania, certificate in modo indipendente a SNR 24 dB e scelte da oltre 1.000.000 di persone, quindi leggiamo questi rapporti con attenzione. Chiariamo subito una cosa: i tappi passivi abbassano soltanto il livello di rumore che raggiunge l’orecchio. Non sono un trattamento e non servono a diagnosticare né a curare disturbi dell’udito. La nostra guida su cosa possono e non possono fare i tappi per le orecchie spiega questa distinzione, e la tabella su quanti decibel sono troppi aiuta a collocare i valori che trovi più sotto.
Quante persone nel mondo hanno una perdita dell’udito?
Secondo il World Report on Hearing dell’OMS (marzo 2021), la perdita dell’udito riguarda oggi oltre 1,5 miliardi di persone nel mondo; 430 milioni hanno una perdita di livello moderato o superiore nell’orecchio che sente meglio. Il rapporto considera perdita uditiva una soglia superiore a 20 dB.
Le proiezioni guardano avanti: entro il 2050 quasi 2,5 miliardi di persone, cioè 1 su 4, vivranno con un certo grado di perdita dell’udito, e oltre 700 milioni con un livello moderato o superiore. Il rapporto stima inoltre che la perdita dell’udito non affrontata costi ogni anno quasi 1.000 miliardi di dollari internazionali, e osserva che molti casi si possono prevenire con misure efficaci e disponibili.
Quanti adulti in Europa e nel mondo hanno un acufene?
Lo studio europeo di riferimento è quello di Biswas e colleghi, pubblicato su The Lancet Regional Health Europe nel 2022. Tra il 2017 e il 2018 hanno somministrato lo stesso questionario a 11.427 adulti in dodici paesi dell’UE (Bulgaria, Inghilterra, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Romania e Spagna). La prevalenza di acufene di qualsiasi tipo è risultata del 14,7%, con un minimo dell’8,7% in Irlanda e un massimo del 28,3% in Bulgaria; l’acufene severo era l’1,2%. Estrapolando alla popolazione, gli autori stimano circa 65 milioni di adulti nell’UE28, di cui circa 4 milioni con acufene severo.
Il quadro mondiale è simile. La revisione sistematica di Jarach e colleghi (JAMA Neurology, 2022; 83 studi pubblicati tra il 1972 e il 2021) ha stimato una prevalenza complessiva del 14,4% negli adulti, con il 2,3% di casi severi. La percentuale cresce con l’età: 9,7% tra 18 e 44 anni, 13,7% tra 45 e 64 anni e 23,6% dai 65 anni in su. Il divario tra studi è però molto ampio, dal 4,1% al 37,2%, perché i questionari e le definizioni cambiano da un paese all’altro.

Quanti giovani rischiano per la musica e gli ascolti troppo forti?
Nel marzo 2022 l’OMS ha stimato che oltre 1 miliardo di persone tra 12 e 35 anni rischia di perdere l’udito per l’esposizione prolungata a musica e altri suoni ricreativi troppo forti. Lo stesso giorno ha pubblicato uno standard per l’ascolto sicuro nei locali, che indica un livello medio massimo di 100 decibel. Il discorso sulle cuffie è diverso, e lo trovi in volume sicuro delle cuffie.
Una cifra più prudente viene dalla meta-analisi di Dillard e colleghi (BMJ Global Health, 2022; 33 studi, 19.046 persone tra 12 e 34 anni). Hanno stimato che il 23,81% ascolta a livelli non sicuri con i dispositivi personali, e che nei locali di intrattenimento la quota stimata con un modello è del 48,20%. Riportato alla popolazione mondiale, significa da 0,67 a 1,35 miliardi di giovani a rischio. Per i locali il dato è un’estrapolazione, non una misura diretta.
Quanti lavoratori in Europa sono esposti al rumore?
Secondo la pagina su rumore e lavoro di EU-OSHA, l’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, circa il 17% dei lavoratori dell’UE dichiara di essere esposto spesso o sempre a rumore forte (indagine europea di Eurofound sulle condizioni di lavoro, 2021). Nell’indagine ESENER del 2019 circa il 30% delle aziende indicava il rumore forte come fattore di rischio, con le quote più alte nelle costruzioni e nelle attività di gestione di rifiuti, acqua ed energia (quasi il 60%) e nella manifattura (quasi il 50%).
La direttiva 2003/10/CE fissa i valori di azione a 80 e 85 dB(A) (esposizione giornaliera su 8 ore) e il valore limite a 87 dB(A), calcolato tenendo conto dell’attenuazione dei protettori auricolari. In Italia queste soglie sono recepite dal decreto legislativo 81/2008. Se ti interessa la parte lavorativa, la guida su quale SNR scegliere per i tappi da lavoro spiega come leggere questi valori.
Quante persone si proteggono davvero agli eventi rumorosi?
Il dato più chiaro viene dagli Stati Uniti. In un sondaggio online dei CDC su 6.357 adulti (MMWR, 2018; raccolto tra marzo e aprile 2018), solo l’8,08% ha dichiarato di usare la protezione uditiva quasi sempre o sempre agli eventi rumorosi, mentre l’81,84% la usa raramente o mai. È un sondaggio su un campione online, non una misura clinica, e non è un dato italiano: lo riportiamo perché non abbiamo trovato un equivalente europeo di pari qualità.
Uno degli studi randomizzati più citati è olandese. Ramakers e colleghi (JAMA Otolaryngology, 2016) hanno seguito 51 adulti volontari durante un festival all’aperto ad Amsterdam, di 4 ore e mezza e con un livello medio di 100 dBA, assegnandoli a caso al gruppo con tappi o a quello senza. Uno spostamento temporaneo della soglia uditiva è comparso nell’8% delle orecchie con i tappi e nel 42% di quelle senza. Il campione è piccolo e misura un effetto temporaneo subito dopo l’evento. Ne parliamo nell’articolo su se i tappi funzionano ai concerti, mentre cosa si prova con uno spostamento temporaneo è spiegato in fischio alle orecchie dopo un rumore forte. Il rapporto tra musica dal vivo e acufene è trattato in i concerti possono causare acufene.
Quali sono le cifre principali, in una tabella?
Una cifra per fonte, ciascuna con anno e campione quando è dichiarato. L’indice completo delle fonti è in fondo alla pagina.
| Cifra | Cosa misura | Anno | Fonte (campione) |
|---|---|---|---|
| Oltre 1,5 miliardi | Persone con un certo grado di perdita dell’udito nel mondo | 2021 | OMS, World Report on Hearing |
| 430 milioni | Persone con perdita moderata o superiore nell’orecchio migliore | 2021 | OMS, World Report on Hearing |
| Quasi 2,5 miliardi | Proiezione di persone con perdita dell’udito nel 2050 | 2021 | OMS (proiezione) |
| Oltre 1 miliardo | Persone tra 12 e 35 anni a rischio per ascolto troppo forte | 2022 | OMS |
| 0,67 – 1,35 miliardi | Giovani a rischio per ascolto non sicuro | 2022 | Dillard e colleghi (33 studi, 19.046 persone) |
| 14,7% | Adulti con acufene in 12 paesi UE | 2017-2018 | Biswas e colleghi (11.427 adulti) |
| 14,4% | Adulti con acufene nel mondo | 2022 | Jarach e colleghi (83 studi) |
| 17% | Lavoratori UE esposti spesso o sempre a rumore forte | 2021 | Eurofound / EU-OSHA |
| 8,08% | Adulti statunitensi che usano sempre o quasi la protezione agli eventi rumorosi | 2018 | CDC, MMWR (6.357, sondaggio online) |
Cosa significano questi numeri per proteggere l’udito?
Leggendo insieme le fonti emerge lo stesso quadro. I danni all’udito da rumore sono diffusi, l’uso della protezione è raro, ed entrambi sono stati contati. I tappi passivi abbassano la dose di rumore al prossimo evento forte, e basta.
Per concerti, locali e tragitti rumorosi, i nostri tappi Life+ (SNR 24 dB, 29,95 €) sono in silicone ipoallergenico, con una doppia lamella di tenuta, e si riutilizzano fino a 100 volte. L’attenuazione cresce con la frequenza, da circa 22 dB sui toni gravi a 35 dB a 8 kHz, quindi i suoni più acuti sono ridotti di più. La musica si sente ancora, solo più bassa. Hanno una garanzia di rimborso di 40 giorni.
Quanta protezione serve dipende da quanto è forte il rumore e da quanto dura. La guida quanta protezione dell’udito serve spiega quando basta un tappo da 24 dB.
Un fischio che dura più di qualche giorno, che batte a tempo con il polso o che compare insieme a un calo improvviso dell’udito è una questione da portare al medico di famiglia, all’otorinolaringoiatra o all’audiologo. Quando conviene rivolgersi a un medico è spiegato in acufene, quando andare dal medico, e come si svolge un controllo in esame audiometrico, come si fa. Sulle cause, sulle terapie e sugli apparecchi acustici decide il medico, non un tappo.
Da dove vengono queste cifre?
Nell’elenco ci sono due tipi di numeri. I sondaggi online (CDC) descrivono le persone che hanno risposto, mentre le indagini europee, le meta-analisi e le stime dell’OMS sono stime di popolazione con metodi diversi, per cui le percentuali non sono confrontabili tra loro. Per l’Italia non riportiamo cifre proprie perché non le abbiamo potute verificare su una fonte ufficiale.
- OMS: World Report on Hearing (3 marzo 2021); nuovo standard per l’ascolto sicuro (2 marzo 2022)
- Biswas e colleghi, The Lancet Regional Health Europe (2022); Jarach e colleghi, JAMA Neurology (2022); Dillard e colleghi, BMJ Global Health (2022)
- EU-OSHA: rumore sul lavoro; direttiva 2003/10/CE; decreto legislativo 81/2008
- CDC: MMWR 67(41) (2018); Ramakers e colleghi, JAMA Otolaryngology (2016)
Chi va ai concerti dice spesso che tanto a tutti fischiano le orecchie, quindi non può essere così grave. Dopo un evento rumoroso è un fenomeno comune, ma comune non vuol dire innocuo. Un americano su dodici circa usa la protezione agli eventi forti, e l’OMS stima che oltre 1 miliardo di giovani rischi di perdere l’udito per ascolti troppo forti. Salva questa pagina come riferimento: ogni cifra rimanda alla sua fonte.
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