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In questa pagina: Panoramica
Punti chiave
Chi esegue l’esame ti chiede com’è il tuo udito e quanto rumore c’è nella tua settimana, guarda dentro ogni orecchio con l’otoscopio e poi riproduce toni a diverse altezze, da 250 Hz a 8 kHz, in cuffia e in una cabina silenziosa. Premi un pulsante ogni volta che senti un suono. I toni richiedono in genere 20-30 minuti, mentre la durata dell’intera visita dipende dalla struttura e dagli esami aggiunti.
La strada più comune parte dal medico di medicina generale, che valuta il caso e può rilasciare l’impegnativa per una visita otorinolaringoiatrica o audiologica e per l’esame audiometrico. Ticket, costi e tempi di attesa cambiano da regione a regione e da struttura a struttura: per i dettagli chiedi al CUP della tua ASL o direttamente alla struttura.
Un audiogramma riporta il suono più debole che senti a ciascuna altezza, misurato in dB HL. Secondo la scala della British Society of Audiology, una media tra 21 e 40 dB HL indica un calo lieve, tra 41 e 70 moderato, tra 71 e 95 grave e oltre 95 profondo. A leggere il risultato deve essere il medico o l’audiologo.
È un calo dell’audiogramma tra 3 e 6 kHz, tipicamente intorno a 4 kHz, che gli specialisti cercano quando c’è stata esposizione al rumore. Una revisione del 2021 su 84 studi ha concluso che il legame con il rumore non è lineare: è un indizio per lo specialista, non una sentenza.
Vale la pena pensarci se vai spesso a concerti, usi utensili elettrici o voli di frequente. Un primo audiogramma oggi dà a te e al tuo specialista un punto di confronto se tra qualche anno senti le cose in modo diverso.
Sì. L’esame standard si ferma a 8 kHz e alcune ricerche hanno rilevato differenze oltre questo intervallo in persone con fischi e audiogramma nella norma. Se un fischio continua, parlane con il medico di famiglia o con un otorinolaringoiatra.
Come funziona un esame audiometrico è più semplice di quanto si pensi: qualche domanda, uno sguardo dentro le orecchie e poi una serie di bip in una stanza silenziosa. Molte persone entrano preoccupate di “sbagliare”, ma l’esame non si può né passare né bocciare. Registra soltanto ciò che le tue orecchie captano quel giorno.
Tutte le nostre guide sul tema sono raccolte nella pagina tappi per l’acufene.
Siamo Bollsen, un marchio di protezione dell’udito e non un ambulatorio, quindi questa guida si limita a ciò che dicono le fonti pubbliche e la ricerca. Alcuni lettori arrivano qui dopo aver cercato il fischio alle orecchie dopo un rumore forte; altri vogliono un punto di riferimento prima di anni di concerti e lavori di bricolage.
Come funziona un esame audiometrico, passo per passo?
L’esame dell’udito di base per gli adulti è l’esame audiometrico tonale (audiometria tonale liminare): l’operatore riproduce toni a frequenze prestabilite, da 250 Hz a 8 kHz, e cerca il livello più basso che riesci a sentire per ciascuna. I passaggi attorno a questo esame sono più o meno questi.
- Domande. Il medico o l’audiologo chiede quali cambiamenti hai notato, se hai avuto otiti, se senti fischi e quanto rumore c’è nella tua settimana.
- Controllo dell’orecchio. Guarda dentro ogni orecchio con l’otoscopio. Un tappo di cerume importante può far rimandare l’esame.
- I bip. Siedi in una cabina insonorizzata con le cuffie e premi un pulsante, o alzi una mano, ogni volta che senti un tono.
- Conduzione ossea. Un piccolo vibratore appoggiato dietro l’orecchio invia i toni attraverso l’osso e aiuta lo specialista a capire in quale punto dell’orecchio si trova un eventuale calo.
- Esami aggiuntivi. Alcune visite includono l’impedenzometria (una sonda morbida che misura come si muove il timpano) o un test di comprensione del parlato, anche in presenza di rumore.
- Risultati. Le soglie vengono riportate su un audiogramma e commentate insieme a te.
Secondo la procedura raccomandata dalla British Society of Audiology per l’audiometria tonale (2018), il test parte di solito da 1 kHz: il tono scende a passi di 10 dB finché non lo senti più, poi risale a passi di 5 dB finché non lo senti di nuovo. La soglia è il livello più basso che riconosci in almeno metà dei tentativi in salita.
Chi ha già fatto l’esame racconta spesso che, nel silenzio della cabina, i bip più deboli si confondono con il “rumore di fondo” dell’orecchio stesso. Se noti un fischio, segnalalo all’inizio: lo specialista può usare toni modulati, più facili da distinguere.
Come si fa un esame dell’udito in Italia?
Nel nostro sistema il primo contatto è di solito il medico di medicina generale (il medico di famiglia). Se ci sono disturbi dell’udito o si sentono fischi o ronzii, l’ISSalute dell’Istituto Superiore di Sanità consiglia di rivolgersi al medico di famiglia o direttamente a un otorinolaringoiatra, che visita l’orecchio esterno e interno e può proporre un test audiometrico o una visita audiologica.
| Percorso | Come si accede | Cosa comprende |
|---|---|---|
| Servizio sanitario (ASL o ospedale) | Impegnativa del medico di medicina generale per la visita specialistica e l’esame audiometrico; prenotazione tramite CUP | Visita otorinolaringoiatrica o audiologica, esame audiometrico tonale, spesso anche impedenzometria; i risultati vengono spiegati dallo specialista |
| Specialista o struttura privata | Prenotazione diretta, senza passare dal medico di famiglia | Visita con otorinolaringoiatra o audiologo, esame audiometrico e, se serve, esami aggiuntivi, con un referto scritto |
| Centri acustici e controlli di screening | Prenotazione diretta; verifica prima condizioni e costi con la struttura | Controllo dell’udito con audiometria tonale; è un test di screening, non sostituisce una visita medica |
Ticket, costi e tempi di attesa variano da regione a regione e da struttura a struttura. Per sapere quanto e quando, chiedi al CUP della tua ASL o alla struttura che hai scelto. Conserva una copia dell’audiogramma: ti servirà come termine di confronto in futuro.
Gli esami richiesti dal datore di lavoro per mansioni rumorose seguono regole proprie, spiegate nella nostra guida sull’audiometria sul lavoro. I bambini si valutano in modo diverso: la guida sui segnali di danno uditivo nei bambini spiega quando chiedere un controllo.
Come si legge un audiogramma?
Un audiogramma è un grafico con l’altezza del suono sull’asse orizzontale, dai toni gravi (250 Hz) a quelli acuti (8 kHz), e il livello sull’asse verticale in dB HL: un segno in alto significa che hai sentito un suono molto debole. Di solito il risultato dell’orecchio destro è segnato con cerchi rossi e quello dell’orecchio sinistro con croci blu.
La British Society of Audiology classifica la media così: fino a 20 dB HL rientra nella norma, da 21 a 40 dB HL è un calo lieve, da 41 a 70 moderato, da 71 a 95 grave e oltre 95 profondo. Altre scale usate in ambito clinico possono tracciare i confini in modo leggermente diverso, quindi fidati della lettura dello specialista.

Dopo anni di rumore gli specialisti cercano una tacca: un calo tra 3 e 6 kHz, tipicamente a 4 kHz, con un udito migliore ai due lati. Una revisione del 2021 pubblicata su Ear and Hearing (Meghji e Phillips, 84 studi, 1.438.987 persone) ha trovato una tacca a 4 kHz in 63 studi e a 6 kHz in 47, e ha concluso che il legame con il rumore “non è lineare”. Leggila come un indizio, non come una sentenza, e lascia l’interpretazione allo specialista.
Un’altra guida spiega cosa cambia dopo una serata rumorosa e cosa no: se le orecchie possono riprendersi dopo un rumore forte.
Perché conviene fare un esame di riferimento?
Un esame di riferimento è il tuo primo audiogramma, fatto quando l’udito sembra a posto, così che ogni esame successivo abbia qualcosa con cui essere confrontato. Senza, un risultato tra dieci anni mostra dove si trova il tuo udito, non quanta strada ha fatto.
È pensato per chi va ai concerti, per i batteristi, per chi lavora con utensili elettrici nei weekend e per chi vola spesso e passa ore nel rumore della cabina. La nostra guida su concerti e acufene riporta i livelli sonori degli eventi dal vivo.
Secondo la scheda informativa dell’OMS su sordità e perdita dell’udito, oltre 1 miliardo di giovani adulti è a rischio di perdita dell’udito permanente ed evitabile a causa di abitudini di ascolto non sicure. Un esame di riferimento non cambia questo rischio, ma trasforma una preoccupazione vaga in un numero da seguire nel tempo.
Come ci si prepara a un esame dell’udito?
Evita il rumore forte nei due giorni prima. La guida del NIDCD sulla perdita dell’udito da rumore spiega che un rumore forte può causare un calo temporaneo dell’udito che scompare dopo 16-48 ore, quindi un concerto la sera prima può far sembrare il tuo esame di riferimento peggiore di quanto sia davvero.
Aiuta anche portare un appunto sul rumore a cui sei esposto e sui farmaci che prendi. Se tendi ad avere tappi di cerume, chiedi consiglio al medico o al farmacista prima dell’esame, perché un orecchio ostruito può impedirne lo svolgimento.
E se l’esame è normale ma il fischio continua?
Un risultato normale significa che le tue soglie sono nella norma tra 250 Hz e 8 kHz; l’esame standard non va oltre. Non vuol dire che un fischio che continua non abbia una causa: è un argomento da discutere con il medico di famiglia o con un otorinolaringoiatra.
Uno studio del 2011 sul Journal of Neuroscience (Schaette e McAlpine, UCL Ear Institute) ha rilevato risposte più deboli del nervo uditivo in persone con fischi e audiogramma normale, e una metanalisi del 2022 su Ear and Hearing (Jafari e colleghi, 9 studi) ha trovato soglie più alte tra 10 e 18 kHz, oltre la parte alta del grafico standard.
Se un fischio dura oltre 48-72 ore, torna di continuo o si accompagna a un calo improvviso dell’udito, non aspettare: il calo improvviso è un’urgenza e richiede una valutazione medica in tempi rapidi. La nostra guida su quando rivolgersi al medico per un fischio alle orecchie elenca i segnali a cui prestare attenzione. Questa guida ha solo scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico.
Come si può ridurre l’esposizione al rumore da qui in avanti?
Il NIDCD segnala che un’esposizione lunga o ripetuta a suoni pari o superiori a 85 dBA può causare perdita dell’udito, quindi il passo pratico è abbassare la dose di rumore. Stare più lontano dalle casse e fare pause in silenzio aiuta, e per i lavori rumorosi e le serate fuori esiste la protezione dell’udito. La nostra guida su come scegliere l’SNR giusto abbina i valori SNR ai livelli di rumore più comuni.
I tappi abbassano il livello del suono che raggiunge l’orecchio e nient’altro: non sono un trattamento e non servono a diagnosticare né a curare disturbi dell’udito. La guida su cosa possono e non possono fare i tappi per l’udito raccoglie questi limiti in decibel.
Per le giornate e le serate rumorose, i nostri tappi Life+ (SNR 24 dB, 29,95 €) sono tappi passivi a due lamelle in silicone ipoallergenico, riutilizzabili fino a 100 volte. L’attenuazione cresce con la frequenza (H 24 dB, M 21 dB, L 19 dB), la confezione da due paia costa 44,95 € e ogni ordine è coperto da una garanzia di rimborso di 40 giorni.
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