La misofonia è riconosciuta in Italia? A chi rivolgersi e dove trovare supporto

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Risposta breveLa misofonia è descritta dalla ricerca internazionale e in Italia ha un’associazione dedicata, ma non ha una voce propria in DSM-5 e ICD-11. Il primo passo è il medico di base, che può indirizzare a otorinolaringoiatria, audiologia o psicologia. Non serve un’etichetta per chiedere aiuto: porta con te appunti su quali suoni pesano e quando.
Donna seduta a un tavolo con una tazza in mano e un taccuino aperto, in una stanza luminosa
In questa pagina: Panoramica

    Punti chiave

    No. La misofonia non ha una voce autonoma né nel DSM-5 né nell’ICD-11, ma è oggetto di ricerca e nel 2022 un gruppo internazionale di esperti ha concordato una definizione condivisa.

    Nel Regno Unito il 18,4 % di un campione rappresentativo di 772 adulti ha superato la soglia S-Five per un carico significativo (Vitoratou et al., PLOS ONE 2023). Solo il 13,6 % conosceva la parola. Sono dati britannici, non italiani.

    Dal medico di base (medico di medicina generale), che può indirizzare a una visita otorinolaringoiatrica, all’audiologia o a un servizio di psicologia, secondo ciò che racconti e ciò che offre la tua zona.

    Non abbiamo trovato una fonte ufficiale che lo indichi. Il percorso passa di norma da medico di base, specialista dell’udito e psicologo, e l’offerta varia da regione a ASL.

    Come strumento di comodità per momenti brevi e scelti, non come parte del percorso sanitario. Le domande sui tappi per la misofonia hanno guide dedicate su questo sito.

    È descritta dalla ricerca internazionale e ha un’associazione italiana dedicata, l’AIMIF. Non ha una voce autonoma in DSM-5 e ICD-11, e questa pagina non afferma nulla sul suo status giuridico o sulle tutele collegate.

    Non risulta una stima italiana a cui rimandare. Uno studio del 2023 su 772 adulti britannici (Vitoratou et al., PLOS ONE) ha trovato il 18,4 % sopra la soglia S-Five per un carico significativo, con solo il 13,6 % che conosceva il termine.

    Al medico di base. Descrivi quali suoni danno fastidio, quanto è forte la reazione e che cosa ti impedisce di fare: potrà indirizzarti a otorinolaringoiatria, audiologia o psicologia.

    Sì: l’Associazione Italiana Misofonia (AIMIF) ha un sito con informazioni sul tema. soQuiet è un’organizzazione statunitense senza scopo di lucro con risorse online gratuite.

    La misofonia è riconosciuta in Italia? Nella ricerca e nelle associazioni sì, ma non ha una voce autonoma nei due manuali diagnostici usati dai clinici, ed è per questo che molte persone non sanno a chi rivolgersi. La misofonia descrive una forte reazione emotiva, come rabbia o disgusto, a suoni quotidiani specifici. I suoni trigger della misofonia più comuni sono i rumori della masticazione, i suoni di naso e gola e i rumori ripetitivi come battiti e click.

    Siamo Bollsen, un marchio di protezione dell’udito scelto da oltre 1.000.000 di persone, e la nostra guida separata sui tappi per la misofonia riguarda gli strumenti di comodità per momenti rumorosi scelti. Questa pagina fa un altro lavoro. Non descrive né consiglia alcun trattamento: spiega da dove si parte in Italia.

    Una prima domanda frequente è «c’è un aiuto per la misofonia?». La risposta più sensata è «ne hai parlato con il medico di base?». È da lì che comincia il percorso descritto qui sotto.

    La misofonia è riconosciuta come condizione in Italia?

    La misofonia è oggetto di ricerca internazionale e in Italia esiste l’Associazione Italiana Misofonia (AIMIF), ma non ha una voce autonoma nel DSM-5 né nell’ICD-11, i due manuali con cui si classificano le condizioni di salute. Entrambe le cose sono vere insieme.

    Questa pagina non dice nulla sullo status giuridico della misofonia in Italia, perché non abbiamo trovato una fonte ufficiale a cui appoggiarci. Nel 2022 un gruppo internazionale di esperti ha concordato, con uno studio Delphi, una definizione condivisa di misofonia (Swedo et al., Frontiers in Neuroscience), che dà a ricercatori e clinici una descrizione comune da cui partire.

    Perché non c’è un codice diagnostico?

    Un nuovo codice entra in un manuale diagnostico solo dopo una lunga revisione delle prove, e la ricerca sulla misofonia è relativamente recente. L’assenza di un codice non significa che i servizi respingano le persone: chi lavora nel settore guarda a come i suoni incidono sulla vita di ogni giorno, ed è proprio ciò che misurano i questionari usati nella ricerca.

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    Quanto è diffusa la misofonia?

    La stima migliore che citiamo arriva da uno studio del 2023 di ricercatori del King’s College London e dell’Università di Oxford sul Regno Unito: il 18,4 % di un campione rappresentativo di 772 adulti (142 persone) ha superato la soglia per un carico significativo di misofonia sul questionario S-Five. Sono dati britannici: non conosciamo una stima equivalente per l’Italia.

    Lo studio di Vitoratou e colleghi è stato pubblicato su PLOS ONE nel marzo 2023 (18(3): e0282777) e non ha trovato differenze significative di prevalenza tra uomini e donne.

    La consapevolezza era molto più bassa. Solo il 13,6 % dello stesso campione aveva sentito la parola misofonia (Vitoratou et al., 2023): un medico, un insegnante o un datore di lavoro potrebbe incontrare il termine per la prima volta quando lo nomini. Una breve descrizione scritta di che cosa succede, e quando, rende più facile quel primo colloquio.

    Grafico a barre: in un campione britannico rappresentativo di 772 adulti, il 18,4 % ha superato la soglia S-Five per un carico significativo di misofonia, mentre solo il 13,6 % conosceva la parola misofonia (Vitoratou et al., 2023)

    Da chi vai per primo in Italia?

    Per la maggior parte delle persone il primo contatto è il medico di base (medico di medicina generale) del Servizio sanitario nazionale, che può ascoltare come i suoni incidono sulla giornata, valutare eventuali problemi di udito e, se serve, indirizzare a uno specialista o a un servizio di psicologia. Per i minorenni puoi partire dalla nostra guida sulla misofonia negli adolescenti.

    Prima della visita scrivi quali suoni danno fastidio (masticare, tirare su col naso o battere sulla tastiera, per esempio), dove succede, quanto è forte la reazione e che cosa ti impedisce di fare. Porta con te quegli appunti: una descrizione chiara fa gran parte del lavoro, perché la misofonia è poco conosciuta.

    Dove può indirizzarti il medico di base?

    Il medico di base può indirizzarti a una visita otorinolaringoiatrica o all’audiologia per controllare l’udito e la tolleranza ai suoni, oppure a un servizio di psicologia per guardare alla parte emotiva della reazione. Quale strada ti venga proposta dipende da ciò che racconti e dai servizi della tua zona.

    La pagina ISSalute sull’ipoacusia dell’Istituto Superiore di Sanità descrive la visita otorinolaringoiatrica e gli esami dell’udito, come l’audiometria tonale e vocale. Non parla di misofonia, ma mostra che cosa aspettarsi da un controllo dell’udito. Una visita da un otorino o da un audiologo spesso comincia separando la misofonia da altre forme di sensibilità ai suoni, perché reagire a un suono specifico è diverso dal trovare ogni suono troppo forte. Per le differenze rimandiamo alla guida su misofonia, iperacusia e sensibilità ai rumori. Per la sensibilità ai suoni in generale, i tappi sono una scelta di comodità nei luoghi rumorosi, separata da qualsiasi visita o percorso di cura.

    I servizi sono organizzati a livello regionale, quindi ciò che trovi in una ASL può essere diverso da un’altra, e anche i tempi di attesa cambiano da zona a zona.

    PercorsoChi incontriChe cosa faCome si accede
    Medico di baseIl tuo medico di medicina generaleAscolta come i suoni incidono sulla giornata, valuta l’udito, decide se indirizzareVisita ambulatoriale prenotata
    Otorinolaringoiatria o audiologiaSpecialista dell’uditoEsami dell’udito e controlli sulla tolleranza ai suoniDi solito con la richiesta del medico di base
    Servizio di psicologiaPsicologo o équipe di salute mentaleValuta la reazione emotiva e il suo effetto sulla vita quotidianaDipende da regione e ASL; chiedi al medico di base
    AIMIFAssociazione italianaInformazioni sulla misofoniaOnline
    soQuietOrganizzazione statunitense senza scopo di lucroSostegno tra pari e risorse gratuiteOnline

    Che cosa succede alla prima visita?

    Una prima visita sulla misofonia di solito ripercorre la storia: quali suoni scatenano una reazione, da quando, quanto sono forti le emozioni, con quale frequenza capita e che cosa ostacola a casa, al lavoro o a scuola.

    Molti professionisti usano anche questionari standardizzati, come l’S-Five dello studio britannico del 2023, per registrare gravità e impatto in modo coerente. Vanno letti all’interno di una valutazione con un professionista, non usati come test fai da te. Che cosa misura ogni scala lo spieghiamo nella guida ai questionari sulla misofonia.

    Alcuni adulti hanno anche ADHD o autismo accanto alla misofonia, e il professionista può chiederlo. Come si sovrappongono lo vediamo nella guida su misofonia, ADHD e autismo negli adulti.

    Dove trovare supporto per la misofonia in Italia?

    L’Associazione Italiana Misofonia (AIMIF) è l’associazione italiana dedicata al tema e pubblica informazioni sulla misofonia sul suo sito.

    Anche soQuiet, un’organizzazione statunitense senza scopo di lucro, offre risorse online gratuite. Il materiale è un buon approfondimento, ma per le questioni di salute il riferimento resta il medico e i servizi del Servizio sanitario nazionale.

    Se sei genitore, partner o collega di una persona che reagisce con forza ai suoni, il materiale informativo dell’associazione è un punto di partenza gentile: spiega la reazione senza attribuire colpe a nessuno.

    E per scuola e lavoro?

    Questa pagina non stabilisce se la misofonia dia diritto a tutele particolari a scuola o al lavoro. Dipende dal quadro individuale e dalle regole del singolo contesto. Chiedere un posto più tranquillo o una breve pausa lontano dal suono di un pasto è una richiesta, non una garanzia, e il medico può aiutarti a descrivere la situazione in modo chiaro.

    Quali strumenti di ogni giorno puoi usare nell’attesa?

    In attesa della visita o di un invio, semplici accorgimenti quotidiani, come scegliere un posto più tranquillo, tenere un suono di fondo con un ventilatore o la radio, concordare un piano con la famiglia per i pasti condivisi e usare i tappi per le orecchie per momenti brevi e scelti, possono rendere più semplice organizzare la giornata.

    Fra gli strumenti di ogni giorno ci sono i tappi: se li stai valutando, come scegliere i tappi per la misofonia spiega vestibilità, comfort e livello di protezione, mentre quando mettere i tappi e quando toglierli riguarda i tempi. Un tappo passivo rende una stanza più silenziosa, non muta: una voce o una sveglia vicine restano udibili.

    Tieni i tappi per momenti brevi e scelti e toglili dopo. Chi si occupa di udito sconsiglia di portare tappi o cuffie per l’intera giornata, perché potrebbe aumentare la sensibilità ai rumori. Smetti di usarli se causano dolore o prurito.

    Le serate a casa e le camere condivise pongono domande proprie, che trattiamo nella guida su misofonia e sonno, compreso come inserire il respiro di un partner in una routine serale più tranquilla.

    La misofonia non ha un codice proprio, ma è descritta dalla ricerca e ha un’associazione italiana dedicata, quindi non ti serve un’etichetta per chiedere aiuto. Se i suoni incidono sul lavoro, sulle relazioni o sul riposo, prenota una visita dal medico di base, porta i tuoi appunti e chiedi quale percorso locale sia più adatto.

    Se i suoni cominciano a essere dolorosi, o noti un cambiamento nell’udito, rivolgiti subito al medico.

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