Andare in moto può causare acufene? Cosa deve sapere ogni motociclista

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Punti chiave

Sì. Il rumore del vento alle velocità di crociera può danneggiare le cellule ciliate della coclea e, quando ne vanno perse abbastanza, il cervello può generare un suono fantasma. Il NIDCD stima che tra il 10 e il 25% degli adulti abbia acufene.
Di solito è uno spostamento temporaneo della soglia uditiva, un calo di sensibilità di breve durata dopo un’esposizione intensa. Passa, ma indica che il giro ha superato il livello oltre cui il danno si accumula.
Di norma si attenua nel giro di qualche ora, a volte entro la mattina dopo. Un suono ancora presente dopo tre mesi rientra nella definizione di acufene cronico del NIDCD e merita una visita dal medico.
Può esserlo. Le cellule ciliate della coclea non si rigenerano e, secondo il NIDCD, al momento non esiste una cura per l’acufene. Il danno già avvenuto resta: per questo la protezione riguarda l’esposizione da qui in avanti.
Sì, e nella maggior parte dei casi non c’è motivo di smettere. Quello che conta è ridurre l’esposizione al rumore a ogni uscita con tappi certificati, senza saltare i giri brevi.
Cerca un valore certificato di almeno SNR 20 dB, inserito correttamente a ogni uscita. I nostri tappi Moto+ hanno SNR 24 dB (EN 352-2) e restano a filo nel condotto uditivo sotto il casco.

Andare in moto può causare acufene? Sì, e il responsabile raramente è il motore che senti. È l’aria turbolenta che si rompe attorno al casco, il rumore a cui hai smesso di fare caso da anni. Alle velocità di crociera il vento copre il motore e l’esposizione si accumula chilometro dopo chilometro, senza che tu te ne accorga.

La vera domanda, per chi guida, non è se la moto possa causare acufene ma se sta già succedendo a te. Se dopo un giro senti le orecchie ovattate o un fischio che ci mette un po’ ad andarsene, probabilmente ti stai chiedendo se stai peggiorando la situazione a ogni uscita.

Noi di Bollsen, azienda a conduzione familiare, produciamo tappi per le orecchie riutilizzabili in silicone, e i nostri Moto+ hanno SNR 24 dB (EN 352-2). Scegliere tappi per moto con un’attenuazione certificata significa ridurre il rumore che arriva all’orecchio a ogni chilometro, non solo nei giri più lunghi.

Andare in moto può causare acufene?

Sì. L’esposizione prolungata al rumore del vento alle velocità di crociera danneggia le cellule ciliate della coclea, quelle che trasformano la vibrazione in segnali nervosi. Quando ne vengono distrutte abbastanza, il cervello può iniziare a produrre un suono senza alcuna sorgente esterna. Quello è l’acufene, e quelle cellule non si rigenerano.

Il NIDCD riporta che tra il 10 e il 25% degli adulti ha un acufene e precisa che al momento non esiste una cura. Sapere che il rumore è una delle cause evitabili è la parte utile: è l’unica su cui puoi intervenire.

I motociclisti non sono un gruppo a rischio teorico. Uno studio britannico sui motociclisti, pubblicato nel 1995 sul Journal of Laryngology and Otology, ha rilevato un udito peggiore, in modo misurabile, rispetto ai soggetti di controllo che non vanno in moto, e trent’anni di motori più silenziosi non hanno cambiato la fisica dell’aria in movimento.

Perché mi fischiano le orecchie dopo ogni giro?

Quel fischio è quasi sempre uno spostamento temporaneo della soglia uditiva, un calo di sensibilità di breve durata che segue un’esposizione intensa e di solito si risolve in poche ore, quando le cellule affaticate si riprendono. Passa. Quello che segnala, però, resta.

Lo spostamento temporaneo è la prova che il giro ha superato il livello oltre cui il danno all’udito diventa possibile. Per i lavoratori, il D.Lgs. 81/2008, art. 189 fissa a 80 dB(A) il valore inferiore di azione, il livello oltre cui il datore di lavoro deve iniziare a intervenire sul rumore. Un tratto di autostrada sta sopra quel livello per tutta la durata, e a differenza di un turno in fabbrica nessuno ti consegna una protezione all’ingresso.

A dominare, oltre i 65 km/h circa, è il vento e non lo scarico: l’aria turbolenta che si rompe attorno alla calotta del casco genera rumore a banda larga proprio all’altezza dell’orecchio. Nel nostro approfondimento su quanto è rumoroso il vento in moto trovi i livelli misurati velocità per velocità, così puoi capire dove cade il tuo tragitto abituale. Se vuoi sapere cosa fa e cosa non fa il casco, leggi anche l’articolo un casco da moto protegge l’udito?.

Come distinguere il fischio dopo il giro dall’acufene cronico?

Il confine è la durata. Un fischio che compare dopo il giro e si spegne in poche ore è uno spostamento temporaneo della soglia. Un suono ancora presente dopo tre mesi rientra nella definizione di acufene cronico del NIDCD, ed è un altro discorso.

I motociclisti descrivono l’inizio con parole molto simili: arrivi a casa una sera dopo il giro, hai le orecchie che fischiano, e in alcuni casi quel sibilo acuto non se ne va più. Capire da che parte di quel confine ti trovi decide che cosa fare dopo. Per il fischio dopo un concerto vale lo stesso ragionamento: lo trovi spiegato nell’articolo i concerti possono causare acufene?.

 Fischio dopo il giroAcufene cronico
Quanto duraDa pochi minuti a qualche ora, a volte fino al mattino dopoPresente da 3 mesi o più, costante o ricorrente
Che cosa significaLa sensibilità uditiva è calata temporaneamente e si riprendeIl cambiamento è consolidato e non si risolve da solo
Come si percepisceUdito ovattato più un fruscio o un fischio che si attenua piano pianoUn suono costante, un sibilo o un fruscio che si sente anche nel silenzio
Che cosa fareMetti tappi certificati già dal giro successivoParlane con il medico di famiglia e continua a ridurre l’esposizione al rumore

L’acufene causato dalla moto è permanente?

Può esserlo, e non c’è un modo onesto di addolcirlo. Le cellule ciliate della coclea distrutte dal rumore non vengono sostituite e il NIDCD conferma che al momento non esiste una cura per l’acufene.

Non ti diremo che i tappi agiscono su una condizione che hai già, perché non è così. I tappi riducono il rumore che arriva all’orecchio; non hanno alcun effetto sul danno già avvenuto, e qualsiasi marchio che suggerisca il contrario promette qualcosa che non esiste.

Quello che resta è comunque utile. Quanto sarà fastidioso il tuo udito tra vent’anni non dipende solo dalla biologia, ma anche dall’esposizione totale al rumore che accumuli da qui in poi. Ogni giro con i tappi è esposizione che non finisce nel conto.

Andare più a lungo annulla la protezione dei tappi?

No. L’attenuazione c’è finché il tappo è inserito correttamente, quindi sei ore di giro con tappi SNR 24 dB sono più silenziose, dall’inizio alla fine, di sei minuti senza. La durata conta comunque, ma non cancella la riduzione.

La dose di rumore combina livello e tempo. Vale la regola del dimezzamento: ogni 3 dB in più il tempo di esposizione ammesso si dimezza, quindi raddoppiare il tempo in sella equivale a circa 3 dB in più sulla dose giornaliera. Per questo un lungo viaggio merita una protezione migliore di dieci minuti fino al bar, invece della stessa protezione tenuta più a lungo.

La vestibilità è la variabile che mette in difficoltà più persone. Chi usa tappi in spugna a ogni giro, arrotolati come da istruzioni, può comunque ritrovarsi con un fischio che non passa, perché un tappo che non sigilla restituisce solo una frazione dell’attenuazione dichiarata. Se non sei mai stato sicuro della tenuta, il servizio di misurazione dell’orecchio AR KI TECH usa due foto delle tue orecchie per indicarti la taglia giusta prima della spedizione.

Si può andare in moto se si ha già l’acufene?

Sì. Non c’è un motivo medico per smettere di andare in moto a causa dell’acufene, e per molti la strada è proprio ciò che lo rende più sopportabile. Quello che cambia è ridurre l’esposizione al rumore a ogni uscita con tappi certificati, non andare meno spesso.

Molti motociclisti raccontano la stessa cosa: se togliessero ogni rumore di fondo resterebbe solo il fischio, mentre il giro è il momento in cui lo sentono meno. Dire a chi va in moto di restare a casa è un consiglio inutile.

Chi ha già l’acufene si ritrova spesso a cercare consigli scritti per uffici e camere da letto, non per l’autostrada. Se vuoi un confronto con l’uso notturno, leggi l’articolo i tappi per le orecchie aiutano con l’acufene di notte?. Per la moto, il criterio resta lo stesso: attenuazione certificata, vestibilità corretta, tappi usati a ogni uscita.

Quando rivolgersi al medico per il fischio dopo il giro?

Fissa una visita se il fischio è frequente, peggiora o disturba il sonno, la concentrazione o l’umore. Il portale ISSalute dell’Istituto Superiore di Sanità consiglia di rivolgersi al medico di famiglia o direttamente a un otorinolaringoiatra. Se il suono pulsa a tempo con il battito del cuore o compare all’improvviso, in particolare in un solo orecchio, fallo valutare senza aspettare.

Il medico controllerà prima le cause semplici e risolvibili, di solito un tappo di cerume o un’infezione, e se serve ti indirizzerà a un otorinolaringoiatra o a un audiologo. Per l’acufene già presente esistono percorsi di gestione, ma nessuno di questi promette di eliminarlo: servono a conviverci meglio.

I tappi per moto riducono l’esposizione al rumore dei giri futuri. Non sono una terapia e non sostituiscono una visita.

Come evitare che andare in moto peggiori l’acufene?

Metti tappi certificati con un valore di almeno SNR 20 dB a ogni uscita, anche per le più brevi, e controlla la tenuta prima di partire. Conta la costanza più dell’intensità, perché a sommarsi è la dose giornaliera, non il singolo viaggio.

I motociclisti provano molte altre soluzioni prima: parabrezza più alti, caschi da turismo più silenziosi, un tubolare al collo, il bavero alzato, la testa girata appena fuori dal flusso, una sosta ogni ora. Ognuna toglie qualcosa al livello e nessuna sostituisce un tappo nel condotto uditivo, casco compreso.

Per la maggior parte di chi guida la scelta è semplicemente quale tappo certificato userà davvero ogni volta. I nostri Moto+ (SNR 24 dB) restano a filo nel condotto, quindi puoi infilare e togliere il casco senza spostarli, ed è spesso questo a decidere se la protezione viene indossata anche nei giri brevi.

Andare in moto non deve costarti l’udito, ma può succedere se non cambia nulla. Un fischio che passa dopo il giro è un avvertimento a cui sei ancora in tempo a rispondere. Un fischio che dura tre mesi è una condizione per cui non esiste una cura, e a quel punto l’unica cosa su cui puoi influire è quanto altro rumore aggiungi.

Parti dal prossimo giro, non dalla prossima moto. Tappi certificati, inseriti bene e usati sia nel tragitto quotidiano sia nella gita della domenica: è tutto qui l’intervento. Se il fischio c’è già, continua a ridurre l’esposizione al rumore, parlane con il tuo medico e poi vai a guidare.

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