Un casco da moto protegge l’udito?

⏱️ Tempo di lettura stimato: 16 min

Riassumi con AI

Punti chiave

No. Il casco è un dispositivo pensato per gli urti, e l’attenuazione del rumore (indicativamente 5–10 dB, una stima non certificata) è un effetto secondario di calotta e imbottitura, non una funzione progettata. Nessuna norma sui caschi richiede di misurarla.
Indicativamente di 5–10 dB in totale, ma la cifra inganna perché la riduzione non è uniforme. In laboratorio è stata misurata un’attenuazione sostanzialmente nulla sotto i 250 Hz, che sale di 8–9 dB per ottava sopra i 500 Hz fino a circa 30 dB a 8 kHz.
Perché il casco attenua poco proprio le frequenze basse e medie, dove il rumore del vento tende a concentrarsi, e di più quelle acute, dove il vento ha meno energia. Quel rumore, inoltre, è generato anche dal casco stesso, per via della turbolenza intorno a calotta e visiera.
No. SHARP, lo schema britannico del Department for Transport, assegna le stelle in base a 32 prove d’urto su almeno 7 esemplari per modello. I test descritti riguardano gli urti, non il rumore: le stelle non dicono quanto sia rumoroso un casco.
No. Semplici modifiche a collo e visiera, studiate dall’ISVR dell’Università di Southampton, riducono il rumore all’orecchio di 5–8 dB. Un casco sperimentale con cuffie ad annullamento attivo del rumore ha raggiunto 70 dB(A) a 80 km/h in galleria del vento: ci vuole ingegneria seria per ottenere un casco silenzioso da solo.
Per chi guida la moto come lavoro può succedere. Le esposizioni giornaliere dei motociclisti professionisti senza protezione possono superare regolarmente i 90 dB(A), mentre il D.Lgs. 81/2008 fissa i valori di azione a 80 e 85 dB(A) e il valore limite di esposizione a 87 dB(A).

Prima o poi ogni motociclista se lo chiede: un casco da moto protegge l’udito? Di solito succede dopo un lungo tratto di autostrada, quando le orecchie ronzano. L’idea è ragionevole. Il casco copre le orecchie, attutisce il mondo appena allacci il sottogola ed è l’indumento più testato che hai.

Le misurazioni dicono altro. Il casco toglie in genere 5–10 dB al livello totale che arriva all’orecchio, e le prove di laboratorio mostrano che sotto i 250 Hz non fa quasi nulla, cioè proprio dove il vento tende a concentrare buona parte della sua energia. Il casco non sbaglia: proteggere l’udito non è mai stato il suo compito.

I motociclisti lo capiscono a sensazione molto prima di leggere uno studio. Nei forum tra rider si ripetono sempre le stesse due frasi: il rumore del vento è insopportabile oltre gli 80 km/h, e qualcuno risponde che con quel casco metterà sempre i tappi. In BOLLSEN facciamo tappi per le orecchie in silicone medicale, con attenuazione SNR 24 dB secondo la norma EN 352-2.

Un casco da moto protegge l’udito?

No. Un casco da moto è progettato per gestire l’energia di un impatto, e la sua attenuazione del rumore, indicativamente di 5–10 dB, è un effetto accidentale di calotta, imbottitura e guanciali, non una funzione acustica pensata. Per questo non basta ad abbassare il rumore del vento a velocità di marcia fino a un livello sicuro per l’udito.

Guarda cosa certifica il regolamento ECE 22.06 e il vuoto è evidente. La norma copre assorbimento degli urti, resistenza del sistema di ritenzione, abrasione della calotta, ottica e penetrazione della visiera. Da nessuna parte chiede al produttore di misurare quanto rumore arriva all’orecchio. Un casco può superare ogni punto del regolamento e lasciare comunque il motociclista in un ambiente molto rumoroso.

La confusione nasce da come suona un casco quando la moto è ferma. Seduto in garage a motore spento, un integrale è nettamente attutito, e quell’impressione resta. Una volta in marcia il casco smette di essere una barriera tra te e il rumore e comincia a produrne di suo, mentre l’aria scorre sulla calotta e sul bordo della visiera.

Quanto rumore riduce davvero un casco da moto?

Intorno a 5–10 dB in totale, ma è una stima indicativa e non una cifra certificata: nessuna norma sui caschi richiede di testare l’attenuazione del rumore, e nessun produttore pubblica una curva di attenuazione in stile EN 352-2 per un casco, come invece deve fare chi produce un tappo.

Dieci decibel sembrano tanti finché non li confronti con la sorgente. Secondo l’ISVR dell’Università di Southampton, sopra i 65 km/h circa il rumore del vento generato dal flusso d’aria su moto e pilota supera quello della moto stessa, e le esposizioni giornaliere dei motociclisti che lavorano in sella, senza protezione, possono superare regolarmente i 90 dB(A). Togli 10 dB a una sorgente così forte e ciò che resta è ancora ben dentro la fascia in cui serve una protezione.

I livelli di rumore, velocità per velocità, meritano un discorso a parte. Qui conta una questione più stretta: la calotta intorno alla testa fa qualcosa di utile con il rumore una volta che è arrivato?

Perché un casco blocca le frequenze sbagliate?

Perché l’attenuazione del casco cresce con la frequenza, mentre il rumore del vento è soprattutto grave e medio. Młyński e colleghi hanno misurato l’attenuazione di tre caschi su tutto lo spettro udibile e hanno trovato una protezione sostanzialmente nulla sotto i 250 Hz, con un aumento lineare di 8–9 dB per ottava sopra i 500 Hz fino a circa 30 dB a 8 kHz.

Grafico a barre dell’attenuazione del rumore di un casco da moto per frequenza: attenuazione sostanzialmente nulla sotto i 250 Hz, in aumento di 8–9 dB per ottava sopra i 500 Hz fino a circa 30 dB a 8 kHz, con la banda delle frequenze basse e medie 250–500 Hz evidenziata, dove il casco attenua meno.

Le due curve vanno in direzioni opposte. Il casco rende al meglio nelle ottave più acute, dove il rumore del vento porta relativamente poca energia, e peggio nella banda grave e media, quella che pesa di più in un tratto di autostrada.

Lo studio polacco ha anche una riserva importante: le sue cifre sono nelle condizioni migliori possibili. Gli autori precisano che l’attenuazione misurata non tiene conto del rumore generato dalla turbolenza del vento attorno al casco, quindi i valori descrivono le migliori condizioni di ascolto per un motociclista. In marcia, nella realtà, può solo andare peggio.

I caschi integrali proteggono l’udito meglio dei jet?

Un casco integrale è più silenzioso all’orecchio di un casco jet, perché mentoniera e visiera chiusa riducono i percorsi dell’aria, ma più silenzioso non vuol dire protetto. Nessuno dei due tipi ha una valutazione acustica, ed entrambi lasciano in gran parte intatta la banda in cui il rumore del vento è più presente.

Tipo di casco Per cosa è omologato Dove attenua di più Cosa resta scoperto
Integrale Urto, ritenzione e visiera secondo ECE 22.06. Nessuna clausola sul rumore Sopra i 500 Hz, in aumento di 8–9 dB per ottava fino a circa 30 dB a 8 kHz Le basse e medie frequenze intorno a 250–500 Hz
Modulare (apribile) ECE 22.06, provato in posizione aperta e chiusa. Nessuna clausola sul rumore La stessa curva crescente, meno ciò che si perde all’articolazione della mentoniera La stessa banda, con in più i punti di fuga di cerniera e guarnizioni
Jet (aperto) ECE 22.06 per urto e ritenzione, senza mentoniera. Nessuna clausola sul rumore Molto poco, perché le orecchie sono vicine all’aria libera Gran parte dello spettro che arriva all’orecchio, grave e acuto
Qualsiasi casco con tappi certificati Urto dal casco, attenuazione da un tappo testato EN 352-2 Anche nelle basse e medie frequenze che il casco non copre, con attenuazione in crescita sopra Niente di strutturale, se il tappo è della misura giusta e ben inserito

La scelta del casco cambia la dimensione del problema. Non lo elimina mai. Chi passa da un jet a un integrale ben sigillato ha migliorato davvero il comfort, ma non ha cambiato nulla sulla necessità di proteggere l’udito oltre i 65 km/h.

Le stelle SHARP dicono qualcosa sul rumore del casco?

No. SHARP, lo schema britannico del Department for Transport per valutare la sicurezza dei caschi, assegna le stelle in base alle prestazioni in caso d’urto: 32 prove su almeno 7 esemplari di ogni modello, a 6, 7,5 e 8,5 m/s. I test descritti riguardano gli urti, non il rumore, quindi nel punteggio non c’è nulla su quanto sia rumoroso un casco all’orecchio.

È un equivoco frequente: cinque stelle sembrano cinque stelle su tutto. Nemmeno il regolamento ECE 22.06, come visto, richiede una misura del rumore. Quando una rivista scrive che un casco è silenzioso, descrive l’impressione di un collaudatore su una moto con una certa altezza di cupolino, non una misura confrontabile tra modelli.

Usa SHARP per ciò che misura: quanto bene un casco può proteggere il cranio in una caduta. Sul rumore resta muto per costruzione, e non è una dimenticanza: è il limite di ciò che lo schema vuole dirti.

Un casco più silenzioso permette di fare a meno dei tappi?

No. L’ISVR ha rilevato che semplici modifiche per sigillare meglio collo e visiera riducono il rumore all’orecchio di 5–8 dB, e che solo un casco sperimentale con cuffie ad annullamento attivo del rumore ha raggiunto in galleria del vento 70 dB(A) a 80 km/h e 80 dB(A) a 115 km/h. Si capisce quanta ingegneria serva per rendere un casco abbastanza silenzioso da solo.

Sigillature più strette, cupolini più alti e paracolli funzionano, nel senso che spostano il numero. Ma si fermano presto: togliere 8 dB a un livello già alto lascia comunque un rumore importante, e hai speso soldi per accessori che aiutano solo sulla moto per cui sono montati. Sempre secondo l’ISVR, un altro modo per ottenere livelli analoghi è indossare buoni tappi.

Molti trattano il casco come la variabile che decide se i tappi servono, ed è per questo che il commento da forum «con quel casco metto sempre i tappi» è così comune. Rovescia il ragionamento: il casco decide quanto è rumoroso il giro, il tappo decide quanto di quel rumore arriva alle tue orecchie. La protezione è la costante, il casco il dettaglio.

Il rumore sotto il casco supera i limiti di legge sul lavoro?

Per chi va in moto per lavoro può succedere. Il D.Lgs. 81/2008, art. 189, che recepisce la direttiva europea 2003/10/CE, fissa come valori inferiori di azione 80 dB(A), come valori superiori di azione 85 dB(A) e come valore limite di esposizione 87 dB(A), con picchi rispettivamente di 135, 137 e 140 dB(C), riferiti all’esposizione giornaliera.

Secondo l’ISVR, le esposizioni giornaliere dei motociclisti che lavorano in sella, senza protezione, possono superare regolarmente i 90 dB(A). Il valore limite di 87 dB(A) si applica tenendo conto dell’attenuazione dei dispositivi di protezione individuale: il casco, che non ha un’attenuazione dichiarata, non può essere conteggiato.

Se la moto è il tuo strumento di lavoro, da corriere, istruttore, agente di polizia, soccorritore o fattorino, queste norme non sono un paragone: ti riguardano, e il casco non contribuisce al rispetto dei limiti perché non ha un’attenuazione certificata da portare in conto.

Il casco rende più difficile sentire traffico e sirene?

Può farlo. Lo studio di Młyński segnala che l’elevata attenuazione sulle alte frequenze può ridurre l’intelligibilità del parlato per chi indossa il casco, e che la scarsa attenuazione sulle basse può risultare fastidiosa. Il motociclista perde due volte: il casco non protegge dal rumore del vento e allo stesso tempo peggiora la percezione di sirene, clacson e rumori del motore.

Il meccanismo è il mascheramento, più che il blocco. Un ruggito a banda larga nelle frequenze gravi e medie alza il livello a cui l’orecchio riesce a cogliere altri suoni nella stessa zona, quindi una sirena in avvicinamento, un clacson o un cambio di tono del motore vengono sepolti dal flusso d’aria molto prima che il casco li attutisca. Quando il rumore è molto alto, il vento si frappone tra te e le informazioni che ti servono.

Con i tappi non sentirai la strada “meglio”: sentirai la strada più piano, perché il tappo attenua tutto, con un’attenuazione che cresce con la frequenza. Meno vento, quindi, e i suoni importanti restano udibili a un livello più basso.

Quanto alla legge, il Codice della Strada (art. 173, comma 2) vieta al conducente di usare «cuffie sonore» durante la marcia. I tappi per le orecchie passivi non riproducono audio e non risulta una norma che li citi espressamente. Questa non è una consulenza legale: per un caso specifico rivolgiti a un professionista o alle autorità competenti.

Andare in moto con il casco può provocare un calo dell’udito?

Andare in moto senza protezione può contribuire a un calo dell’udito, e il casco non si frappone tra il motociclista e questo rischio. Lo studio di McCombe sulla perdita uditiva nei motociclisti ha registrato in 18 piloti uno spostamento temporaneo della soglia di 10,3 dB a 1 kHz dopo un’ora a velocità costante di 80 mph (circa 129 km/h). Su 246 motociclisti lo stesso lavoro ha trovato spostamenti permanenti della soglia peggiori di 3,7 dB a 0,5 kHz e di 3,6 dB a 1 kHz rispetto ai controlli.

Nota dove cadono questi spostamenti: tra 0,5 e 1 kHz, vicino alla banda che il casco lascia scoperta. È la mancata corrispondenza tra le frequenze che si vede in un audiogramma e non solo in un grafico di laboratorio. I rider raccontano la versione iniziale con parole più semplici: anche con i tappi, a fine giro le orecchie fischiano. Spesso significa che il tappo era della misura sbagliata o inserito male, non che la protezione non funzioni come idea.

Un fischio o un ronzio dopo il giro è un segnale da prendere sul serio. Se persiste o si ripete, parlane con il tuo medico o con un audiologo.

Come si presenta una protezione completa in moto?

Sono casco e tappo certificato, ciascuno con il suo compito. Il casco gestisce l’energia dell’urto, ciò per cui è progettato e testato, mentre un tappo testato EN 352-2 fornisce un’attenuazione misurata anche sulle basse e medie frequenze, dove si concentra il rumore del vento e dove il casco non dà un contributo documentato.

È il vuoto che abbiamo pensato di colmare con Moto+. Ha un’attenuazione SNR 24 dB (H 24, M 21, L 19), è in silicone medicale a doppia lamella ed è a basso profilo, così non sporge dal condotto uditivo e i guanciali del casco premono sull’orecchio esterno anziché sul tappo. Non è un filtro piatto: l’attenuazione cresce con la frequenza, quindi sentirai il rumore del vento e del motore più basso, e i suoni importanti restano udibili, ma a un livello inferiore.

Se vuoi specifiche, misure e dettagli di certificazione in un solo posto, la pagina di Moto+, i tappi a basso profilo per la moto riporta l’attenuazione testata e come è pensato il tappo per stare sotto il casco nei giri lunghi.

Se stai scegliendo tra tipi di tappi più che decidere se metterli, conta confrontare silicone con filtro, spugna, tappi su misura e auricolari in base ad attenuazione certificata, compatibilità con il casco, riutilizzo e costo a uscita.

La vestibilità è la parte che i motociclisti sottovalutano, e decide quanta dell’attenuazione nominale ottieni davvero. Nei forum circolano ogni pochi mesi gli stessi schemi di inserimento perché la tecnica non è ovvia: conviene imparare a mettere i tappi sotto il casco prima del prossimo giro lungo, non dopo.

Il casco è il miglior dispositivo di sicurezza mai montato su una moto, ed è testato per dimostrarlo. L’udito semplicemente non rientra tra le cose che gli è stato chiesto di proteggere. L’attenuazione che offre arriva nelle ottave acute, mentre il vento pesa nelle basse e medie, e le stelle SHARP sulla scatola non dicono nulla né dell’una né dell’altra.

Tratta quindi le due scelte separatamente. Compra il casco per resistenza all’urto, comfort e calzata, poi aggiungi un tappo certificato, così il rumore che il casco non avrebbe mai fermato non arriva alle tue orecchie. L’udito perso non ricresce. Chi lo protegge adesso è chi sentirà bene anche tra trent’anni.

Lascia un commento