Fischio alle orecchie: quando andare dal medico e cosa succede dopo

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Risposta brevePer un fischio alle orecchie che non passa, torna spesso o incide su sonno, concentrazione e umore, parti dal medico di base o da un otorinolaringoiatra. Per un calo improvviso dell’udito, un trauma alla testa, debolezza del viso o vertigini vai al pronto soccorso o chiama il 112. I tappi riducono solo il rumore che arriva all’orecchio.
Persona in un ambiente tranquillo al chiaro di luna in un momento di calma
In questa pagina: Panoramica
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    Punti chiave

    L’Istituto superiore di sanità (ISS) consiglia di rivolgersi al medico di famiglia o direttamente a un otorinolaringoiatra se si sentono ronzii o fischi nell’orecchio o nella testa. Ha senso farlo soprattutto se il suono torna spesso, non passa, peggiora o incide su sonno, concentrazione e umore.

    Un calo improvviso dell’udito va trattato come un’emergenza medica: vai subito al pronto soccorso o chiama il 112. Lo stesso vale se il fischio compare dopo un trauma alla testa o insieme a debolezza del viso o a vertigini. Non metterti alla guida da solo.

    Conviene parlarne con il medico. Una delle prime domande che fa è proprio se il suono è in un orecchio o in entrambi, quindi ricorda di dirlo e annota quando è comparso.

    Non aspettare che passi da solo: chiedi una visita a breve al medico di base. Questo tipo di suono, detto pulsante, viene valutato dallo specialista, che in alcuni casi può richiedere esami di diagnostica per immagini.

    Il medico ti chiede come descrivi il suono, esamina l’orecchio per escludere cose come un’infezione o un tappo di cerume e può proporre un esame dell’udito, una visita audiologica o esami del sangue. Se serve, ti indirizza a un otorinolaringoiatra.

    Di solito all’otorinolaringoiatra, che cerca le possibili cause, e all’audiologo, che misura l’udito. Per le visite con il Servizio sanitario nazionale di norma serve l’impegnativa del medico di base.

    Sapere quando andare dal medico per un fischio alle orecchie è soprattutto questione di tempi e di pochi segnali d’allarme. Un fischio dopo un concerto o una giornata rumorosa spesso si attenua quando l’orecchio sta al silenzio, e perché succede lo spieghiamo nella guida sul fischio alle orecchie dopo un rumore forte. Qui parliamo del resto: il fischio che non se ne va, che continua a tornare o che arriva insieme ad altri sintomi.

    Tutte le nostre guide sul tema sono raccolte nella pagina tappi per l’acufene.

    Noi siamo Bollsen, un marchio di protezione dell’udito, non un ambulatorio. Questa pagina è solo informativa: non sostituisce una visita. Quello che trovi qui segue le indicazioni dell’ISS e dell’istituto statunitense NIDCD, con i link per controllare tu stesso le parole originali.

    Quando andare dal medico per un fischio alle orecchie?

    La scheda sugli acufeni dell’ISS (ultimo aggiornamento: 27 luglio 2020) dice che, se si hanno disturbi all’udito o si sentono suoni o ronzii dentro l’orecchio o nella testa, è consigliabile rivolgersi al medico di famiglia o direttamente a un otorinolaringoiatra. In pratica, il medico di base (o medico di medicina generale) è il primo punto di contatto, e da lì si può proseguire verso lo specialista.

    Ha senso prenotare una visita soprattutto in questi casi:

    • il suono è presente spesso o quasi sempre;
    • sta peggiorando rispetto a prima;
    • incide su sonno, concentrazione o umore;
    • è comparso insieme a un calo dell’udito;
    • è presente in un solo orecchio.

    L’elenco è una sintesi pratica, non una citazione. Anche l’ISS ricorda che disturbi del sonno, ansia e umore possono accompagnare un fischio che dura nel tempo, ed è un buon motivo per non aspettare all’infinito.

    Le domande sull’uso dei tappi di notte hanno una guida a parte, quella sui tappi per le orecchie di notte. I bambini sono un caso diverso: un bambino può non descrivere affatto un fischio, e la guida ai segnali di un possibile danno uditivo nei bambini elenca che cosa notano di solito i genitori.

    Quando il fischio alle orecchie è un’urgenza?

    Ci sono due livelli: una visita a breve dal medico di base e il pronto soccorso. Dove andare dipende dai segnali che accompagnano il fischio.

    Pronto soccorso o 112. Un calo improvviso dell’udito, anche da un solo orecchio, è un segnale da non rimandare. Il NIDCD sulla sordità improvvisa (pagina aggiornata il 14 settembre 2018) invita a considerare i sintomi come un’emergenza medica e a vedere subito un medico, perché ritardare la diagnosi può ridurre l’efficacia delle cure. Chiama o vai al pronto soccorso anche se il fischio arriva dopo un trauma alla testa o insieme a debolezza dei muscoli del viso o a vertigini (la sensazione che tutto giri). In Italia il numero unico di emergenza è il 112. Non metterti alla guida: fatti accompagnare o chiama un’ambulanza.

    Visita a breve dal medico di base. Se il suono batte a ritmo del cuore, parlane presto con il medico. La scheda ISS lo chiama acufene pulsante, e il NIDCD precisa che in questi casi lo specialista può richiedere esami di diagnostica per immagini come risonanza magnetica, TAC o ecografia per cercare una causa strutturale.

    Se hai dubbi e non rientri in nessuna di queste situazioni, il medico di base o la guardia medica sono il passo successivo più semplice: spiega i sintomi e fatti indicare quanto è urgente.

    Quanto aspettare prima di prenotare una visita?

    Se non ci sono segnali d’allarme, di solito si lascia passare qualche giorno di calma, mentre un calo improvviso dell’udito o un suono che batte a ritmo del cuore non vanno rimandati. La tabella riassume i casi in modo semplice. È una guida generale, non una previsione su quanto durerà il fischio nel tuo caso.

    QuandoChe cosa indicano le fontiA chi rivolgersi
    Subito, con calo improvviso dell’udito, trauma alla testa, debolezza del viso o vertiginiNIDCD: la sordità improvvisa è un’emergenza medica, visita immediataPronto soccorso o 112
    In qualsiasi momento, se il suono batte a ritmo del cuoreISS e NIDCD: acufene pulsante, lo specialista può valutare con esami di diagnostica per immaginiMedico di base, a breve
    Primi giorni dopo un evento rumoroso, senza altri segnaliStare al silenzio e lontano dal rumore; spesso si attenuaNessuna visita se passa
    Ancora presente dopo qualche giorno, oppure in un solo orecchioConviene parlarne con il medicoMedico di base o otorinolaringoiatra
    Frequente o costante, in peggioramento, oppure con sonno, concentrazione o umore coinvoltiISS: consigliabile rivolgersi al medico di famiglia o a un otorinolaringoiatraMedico di base, poi la visita specialistica
    Da 3 mesi o piùNIDCD: dopo tre mesi o più si parla di acufene cronicoMedico di base, se non è già stato fatto

    Se il fischio è comparso dopo un evento rumoroso e senza altri segnali, la guida sul fischio alle orecchie dopo un rumore forte spiega quanto dura di solito e che cosa osservare nei giorni successivi.

    Che cosa succede durante la visita dal medico?

    Secondo l’ISS, il medico ti chiede di descrivere il suono: che tipo di rumore senti, quanto è intenso, quanto dura e se riguarda un orecchio o entrambi. Poi visita l’orecchio esterno e interno per escludere altri fattori, come un’infezione o un accumulo di cerume. Può proporre un semplice esame audiometrico per valutare un eventuale calo dell’udito, prescrivere una visita audiologica e, in alcuni casi, esami del sangue per cercare condizioni associate, come anemia, diabete o problemi alla tiroide.

    Conviene arrivare preparati. Descrivi il suono (fischio, ronzio, fruscio, soffio o pulsazione), da quando c’è, se è in un orecchio o in entrambi e se è comparso dopo un rumore forte. Poi racconta come incide su sonno, lavoro e umore, perché è su questo che il medico decide quanto approfondire. Se ti senti liquidato con un “passerà da solo”, puoi spiegare con esempi concreti come ti condiziona la giornata e, se serve, chiedere un secondo parere.

    Che cosa succede dopo, con l’otorinolaringoiatra e l’audiologo?

    Dopo l’invio a uno specialista, di solito si incontra l’otorinolaringoiatra, che esamina testa, collo e orecchie alla ricerca di cause fisiche e può prescrivere esami di diagnostica per immagini, oppure l’audiologo, che misura l’udito. Il NIDCD descrive lo stesso percorso: prima il medico di base, poi l’otorinolaringoiatra e, se serve, l’audiologo. L’ISS ricorda che le risonanze e le TAC sono prescritte solo molto raramente.

    Le opzioni che lo specialista può valutare le riportiamo solo come informazione. L’ISS spiega che non esiste una terapia specifica e definitiva e che molte persone imparano a convivere con il disturbo. A seconda del caso si parla, per esempio, di rimozione del cerume, di revisione di un farmaco insieme al medico curante, di apparecchi acustici quando c’è un calo dell’udito, di terapia del suono, di consulenza con un esperto e di terapia cognitivo-comportamentale. Ogni scelta spetta al medico e allo specialista, dopo una valutazione personale.

    Come funziona un esame dell’udito in generale si trova nella guida a cosa succede durante un test dell’udito. Per le informazioni di base sul disturbo, oltre alla scheda ISS, trovi la pagina del NIDCD sull’acufene (aggiornata il 1 maggio 2023), in inglese.

    Come proteggere l’udito d’ora in poi?

    L’esposizione al rumore è un fattore di rischio noto per i danni all’udito che restano, quindi il passo utile da qui in avanti è abbassare la dose di rumore: stai più lontano dalle casse, fai pause in un posto più tranquillo e riduci il tempo passato in ambienti rumorosi. La guida su quanti decibel sono troppi indica i livelli da tenere d’occhio.

    I tappi per le orecchie non sono un trattamento e non servono a diagnosticare né a curare disturbi dell’udito: riducono il livello del suono che arriva all’orecchio, nient’altro. La guida su cosa fanno e cosa non fanno i tappi per le orecchie spiega questi limiti con realismo, e la guida su quanta protezione dell’udito serve abbina i valori SNR ai livelli di rumore.

    Per le giornate rumorose, i nostri tappi Life+ (SNR 24 dB, 29,95 €) sono tappi passivi a due lamelle in silicone ipoallergenico, riutilizzabili fino a 100 volte. L’attenuazione cresce con la frequenza (H 24 dB, M 21 dB, L 19 dB), quindi i suoni acuti vengono ridotti di più. Ogni ordine è coperto dalla garanzia di rimborso di 40 giorni. Se un fischio c’è già o si presenta con uno dei segnali descritti sopra, il passo da fare è la visita dal medico.

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