Il datore di lavoro può obbligarmi a usare i tappi? Cosa dice il D.Lgs. 81/2008

⏱️ Tempo di lettura stimato: 13 min

Risposta breveSì. Dagli 85 dB(A) o da un picco di 137 dB(C) il datore di lavoro deve esigere l'uso dei protettori dell'udito (art. 193) e tu devi usarli in modo appropriato (art. 20 del D.Lgs. 81/2008). Tra 80 e 85 dB(A) li mette a disposizione. Se i tappi danno fastidio, segnala il problema e chiedi un'alternativa.
Lavoratore in un ambiente rumoroso con protezione dell'udito gialla
In questa pagina: Panoramica
    Riassumi con AI

    Punti chiave

    Sì, quando l’esposizione al rumore è pari o superiore a 85 dB(A) o a un picco di 137 dB(C). L’articolo 193 del D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di esigere l’uso dei protettori dell’udito, e l’articolo 20 impone al lavoratore di utilizzare in modo appropriato i dispositivi messi a sua disposizione.

    Dove l’uso è richiesto, no. La violazione dell’obbligo di usare i DPI è punita dall’articolo 59 con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 600 euro, e il rifiuto può avere anche conseguenze disciplinari secondo contratto e regolamento aziendale. Se il problema è il fastidio o la calzata, segnalalo e chiedi un’alternativa.

    L’articolo 193 non lo impone direttamente: in quella fascia il datore di lavoro deve mettere i protettori a tua disposizione. Restano però valide le istruzioni che impartisce ai fini della protezione individuale, che per l’articolo 20 sei tenuto a osservare.

    Segnala il problema al datore di lavoro, al dirigente o al preposto e chiedi un altro tipo o un’altra misura. Se il fastidio continua, o hai un problema all’orecchio, parlane con il medico competente o con il medico di famiglia.

    No. L’articolo 15 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che le misure per la sicurezza e la salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori.

    Puoi chiedere e proporre. Per l’articolo 193 il datore di lavoro sceglie i protettori dopo aver consultato i lavoratori o i loro rappresentanti e ne verifica l’efficacia, quindi la scelta finale deve passare da lui.

    Il datore di lavoro può obbligarti a usare i tappi per le orecchie? Sì, quando l’esposizione quotidiana al rumore raggiunge gli 85 dB(A) o un picco di 137 dB(C). Da quel momento il datore di lavoro deve esigere l’uso dei protettori dell’udito e tu, per l’articolo 20 del D.Lgs. 81/2008, devi utilizzarli in modo appropriato. Tra 80 e 85 dB(A) la legge prevede che i protettori siano messi a tua disposizione, senza imporne direttamente l’uso.

    Trovi tutti gli articoli collegati nella nostra guida ai tappi per il lavoro.

    La lamentela più frequente non riguarda la regola in sé, ma i tappi in schiuma che dopo qualche ora fanno male alle orecchie. Non è un motivo per toglierli: è un motivo per chiedere un protettore diverso e, se serve, per parlarne con il medico competente.

    Noi di Bollsen siamo un’azienda di protezione dell’udito fondata nel 2016, scelta da oltre 1.000.000 di persone, e produciamo tappi riutilizzabili per il lavoro. La nostra guida ai migliori tappi per le orecchie da lavoro abbina la protezione alla mansione e al livello di rumore. Qui restiamo dalla parte del lavoratore: cosa devi, cosa puoi chiedere e cosa rischi se rifiuti. Gli obblighi dell’altra parte li trovi nella guida agli obblighi del datore di lavoro sul rumore.

    Il datore di lavoro può obbligarmi a usare i tappi sul lavoro?

    Sì: quando l’esposizione al rumore è pari o superiore ai valori superiori di azione, cioè 85 dB(A) o un picco di 137 dB(C), il datore di lavoro esige che i lavoratori utilizzino i dispositivi di protezione dell’udito (articolo 193, comma 1, lettera b), e per l’articolo 20 i lavoratori devono usarli in modo appropriato.

    I tuoi doveri stanno soprattutto nell’articolo 20 del D.Lgs. 81/2008, intitolato “Obblighi dei lavoratori”. Il comma 2 elenca, tra l’altro, di osservare le disposizioni e le istruzioni ricevute ai fini della protezione individuale, di utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a disposizione, di segnalare immediatamente le loro deficienze, di partecipare alla formazione e di sottoporsi ai controlli sanitari previsti.

    L’articolo 78 precisa cosa significa nella pratica per i DPI: li usi come ti è stato spiegato, ne hai cura, non li modifichi di tua iniziativa, segui le procedure aziendali per la riconsegna e segnali subito qualsiasi difetto o inconveniente. Dall’altra parte, l’articolo 18 chiede al datore di lavoro di richiedere ai singoli lavoratori l’osservanza delle disposizioni aziendali sull’uso dei DPI.

    L’obbligo riguarda anche chi entra solo per un momento in un’area segnalata: la nostra guida alle zone e alla segnaletica per la protezione dell’udito spiega come riconoscerle. I valori di 80, 85 e 87 dB(A) e il loro significato per chi lavora sono nella spiegazione della normativa sul rumore sul lavoro.

    Livello di rumoreCome lo chiama la leggeIl datore di lavoroChe cosa significa per te
    80 dB(A) giornalieri o 135 dB(C) di piccoValore inferiore di azioneMette a disposizione i protettori dell’uditoPuoi chiederli e usarli; la legge non ne impone direttamente l’uso
    85 dB(A) giornalieri o 137 dB(C) di piccoValore superiore di azioneEsige che i protettori vengano utilizzati e ne verifica l’efficaciaDevi usarli in modo appropriato (articolo 20)
    87 dB(A) giornalieri o 140 dB(C) di piccoValore limite di esposizioneDeve garantire che l’esposizione, considerando l’attenuazione dei protettori, non lo superiI protettori devono essere indossati correttamente per tutto il tempo di esposizione

    Che cosa cambia tra 80 e 85 dB(A)?

    Tra il valore inferiore di azione di 80 dB(A) e quello superiore di 85 dB(A) il datore di lavoro deve mettere a disposizione i dispositivi di protezione dell’udito, ma l’articolo 193 non gli impone di esigerne l’uso: quest’obbligo scatta a 85 dB(A) o a un picco di 137 dB(C).

    Questo non significa che in quella fascia nessuno possa chiederti di indossarli. Il datore di lavoro può dare istruzioni sulla protezione individuale e, per l’articolo 20, devi osservarle. Se una regola ti sembra superflua, chiedi su quale valutazione si basa invece di ignorarla.

    Vale anche l’inverso. Se il tuo lavoro è rumoroso senza arrivare a 85 dB(A) e vorresti i tappi, hai diritto a chiederli: sopra gli 80 dB(A) devono essere messi a tua disposizione, e puoi chiedere anche la sorveglianza sanitaria se il medico competente ne conferma l’opportunità (articolo 196, comma 2).

    Che cosa succede se rifiuto di usare la protezione dell’udito?

    Rifiutare i protettori dove sono richiesti è una violazione dell’articolo 20, e l’articolo 59 punisce i lavoratori con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 600 euro per la violazione dell’articolo 20, comma 2, lettere b), c), d), e), f), g), h) e i).

    Sul piano del rapporto di lavoro, le conseguenze dipendono dal contratto collettivo e dal regolamento aziendale, che possono prevedere provvedimenti disciplinari per chi non rispetta le regole di sicurezza. Non possiamo dirti quale sia il tuo caso: per una questione concreta rivolgiti al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, a un sindacato o a un consulente del lavoro.

    C’è poi una conseguenza che non passa da nessun verbale: togliere i protettori anche per pochi minuti riduce la protezione effettiva su tutto il turno, perché il danno da rumore dipende dall’esposizione totale della giornata.

    I motivi più comuni per cui ci si toglie i tappi sono orecchie doloranti, difficoltà a parlare e il timore di non sentire un allarme. Con un protettore passivo un segnale forte resta udibile perché è forte, non perché un filtro lo lasci passare. La nostra guida su come sentire gli allarmi con i tappi al lavoro chiarisce che cosa aspettarsi da un segnale di allarme con i protettori indossati.

    Che cosa spetta a te dal datore di lavoro?

    Per il D.Lgs. 81/2008 il datore di lavoro deve garantirti protettori a sue spese, una scelta fatta dopo la consultazione dei lavoratori, informazione e formazione sul rumore e, dove previsto, sorveglianza sanitaria, oltre alla riduzione del rumore alla fonte prima di affidarsi ai protettori.

    • Fornitura gratuita. L’articolo 15 esclude che le misure di sicurezza comportino oneri finanziari per i lavoratori.
    • Una scelta ragionata. L’articolo 193 prevede la consultazione dei lavoratori o dei loro rappresentanti nella scelta dei protettori e la verifica della loro efficacia.
    • Informazione e formazione. Per l’articolo 195 chi è esposto a valori pari o superiori agli 80 dB(A) va informato e formato sui rischi del rumore, compreso l’uso corretto dei protettori. Se nessuno ti ha mostrato come inserirli, la nostra guida su come mettere i tappi per le orecchie spiega ogni passaggio e la prova di tenuta.
    • Riduzione alla fonte. I protettori entrano in gioco quando i rischi non si possono evitare con le misure di prevenzione dell’articolo 192.
    • Controlli sanitari. Sopra i valori superiori di azione la sorveglianza sanitaria è prevista, di norma una volta l’anno o con la periodicità decisa dal medico competente, e per l’articolo 20 sei tenuto a sottoporti ai controlli.

    L’elenco completo, obbligo per obbligo, sta nella guida agli obblighi del datore di lavoro sul rumore: è utile da mostrare a un preposto quando manca qualcosa.

    Che cosa chiedere invece di rifiutare?

    Se il problema sono i tappi, chiedi un protettore diverso, un’altra misura o aiuto con la calzata prima di rifiutare: l’articolo 20 ti chiede di segnalare le deficienze dei dispositivi e l’articolo 78 qualsiasi difetto o inconveniente, e un protettore che resta addosso per tutto il turno ti protegge più di uno più potente che continui a togliere.

    C’è chi si trova meglio con le cuffie, chi con tappi riutilizzabili in silicone: la scelta dipende da caldo, casco e da quante volte entri ed esci dal rumore. Il confronto tra tappi o cuffie antirumore al lavoro ti aiuta a formulare una richiesta precisa.

    Se a fine turno hai le orecchie doloranti, dillo e chiedi pause in un’area silenziosa o un tappo riutilizzabile. Se indossare i tappi per tutta la giornata di lavoro faccia per te dipende da calzata, mani pulite, tappi puliti e pause regolari.

    Chi ha una patologia dell’orecchio, ha subito un intervento o prova un fastidio che ritorna dovrebbe parlarne con il medico competente o con il medico di famiglia, senza decidere da solo. Il loro parere dà al datore di lavoro un motivo documentato per proporre un’alternativa.

    Anche la sovraprotezione è un motivo valido. Come regola pratica, conviene non scendere sotto circa 70 dB all’orecchio, e la guida su quale SNR scegliere per i tappi da lavoro abbina l’SNR al livello di rumore.

    Perché i tappi danno fastidio al lavoro e che cosa aiuta?

    I tappi in schiuma usa e getta si espandono contro il condotto uditivo, quindi dopo qualche ora la pressione costante può dare fastidio, e rimettere un tappo schiacciato con le mani sporche aggiunge irritazione; un tappo riutilizzabile in silicone ben calzato, invece, sigilla con lamelle morbide e si lava tra un turno e l’altro.

    I nostri WorkPRO sono tappi riutilizzabili passivi in silicone ipoallergenico a 2 lamelle, con design brevettato. Hanno un SNR di 24 dB (H 24, M 21, L 19), testato secondo la norma EN 352-2 da PZT GmbH, e un profilo basso che permette di indossare le cuffie antirumore sopra. L’attenuazione cresce con la frequenza, quindi i toni acuti vengono ridotti di più. Non sono elettronici e non hanno cancellazione del rumore.

    Come regola pratica, con livelli di rumore intorno ai 90-95 dB(A) di solito si guarda a un SNR tra 20 e 30, e i tappi WorkPRO (SNR 24 dB, 29,95 €) rientrano in questa fascia. Si usano fino a 100 volte, cioè circa 0,30 € a uso. Per una calzata modellata sul tuo orecchio c’è WorkPRO con misurazione dell’orecchio AR KI Tech (44,95 €). Hai 40 giorni di garanzia soddisfatti o rimborsati. La scelta di quali protettori usare in azienda resta comunque da confermare con il datore di lavoro, in base alla valutazione del rumore.

    Se i problemi continuano anche cambiando tappi, o noti qualsiasi cambiamento nel tuo udito, è un argomento per il medico competente o per il medico di famiglia.

    Quindi conviene usare i tappi che ti vengono dati?

    Dagli 85 dB(A) in su, o in un’area segnalata, usare la protezione dell’udito fa parte del tuo lavoro e rifiutarla può costare caro. Tra 80 e 85 dB(A) puoi chiederla e il datore di lavoro deve metterla a disposizione. Quando qualcosa non va nella protezione, descrivi il problema e chiedi l’alternativa: è la via più rapida per tornare a usarla in modo corretto.

    Se vuoi proporre al datore di lavoro un’opzione riutilizzabile, WorkPRO ha un SNR di 24 dB secondo la norma EN 352-2. Il danno all’udito da rumore è permanente, quindi la protezione che conta è quella che porti per tutto il turno.

    Lascia un commento